Intervista a Ercole Messina, fondatore e presidente di (MO.VI) Mobility Village
A cura di ADI – Agenzia Digitale Italiana
Dieci anni di ricerca, due fasi progettuali, una collaborazione scientifica con il Politecnico di Torino. Da qui prende forma un KPI destinato a ridisegnare il futuro della mobilità. Mobility Village, hub multifunzionale nato nel 1982, è oggi al centro di un percorso unico in Europa, con l’obiettivo di creare un Performance Durability Rating (PDR), la prima unità di misura oggettiva per valutare la durata residua di un veicolo.
Ercole Messina, fondatore e presidente di MO.VI – Mobility Village si racconta nel numero speciale Interiorissimi, pubblicato appositamente in vista delle due giornate del 17 e 18 settembre all’evento Fieristico dedicato all’Import Export, giunto alla quinta edizione Go International®. e promossa da Trade Events S.r.l. insieme a AICE (Associazione Italiana Commercio Estero – Confcommercio).

Presidente Messina, come è iniziato questo percorso?
Abbiamo iniziato nel 2017, con la prima fase di ricerca insieme al Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino. L’obiettivo era semplice nella formulazione ma complesso nella realizzazione, dare trasparenza al mercato dei veicoli usati attraverso un indicatore scientifico, capace di misurare la Percentuale di Durata Residua. La validazione è arrivata già nel 2018 e ha dimostrato l’affidabilità del modello.
E oggi a che punto siamo?
Dal 2023 è partita la seconda fase, finanziata da un bando pubblico e con conclusione prevista nel 2026. L’obiettivo è trasformare quel modello in un vero e proprio KPI, il Performance Durability Rating, che non si limita più a stimare la durata residua, ma assegna a ogni veicolo un valore predittivo standardizzato.
È un passo avanti che integra ricerca scientifica, esigenze di mercato e tutela del consumatore.
Che impatto avrà questo KPI sul settore?
Il Performance Durability Rating non è soltanto uno strumento di trasparenza: rappresenta un nuovo standard di misurazione. Introduce una metrica universale, valida per operatori, istituzioni e consumatori, capace di trasformare un settore spesso percepito come frammentato in un ecosistema regolato da criteri oggettivi.
Significa portare la mobilità usata al livello delle best practice internazionali, creando una piattaforma di riferimento per valutazioni, politiche di sostenibilità e strategie industriali. Torino diventa così il luogo in cui si forgia un linguaggio condiviso destinato a influenzare l’intero mercato globale.» Mobility Village è un’impresa con oltre quarant’anni di storia.
Come si lega la ricerca alla vostra identità?
Siamo nati nel 1982 come una piccola officina. Oggi siamo diventati Mobility Village, un hub che opera trasversalmente lungo tutta la filiera della mobilità su ruota, con un modello unico e riconosciuto. Contiamo oltre 150 collaboratori, sedi in Piemonte e Liguria e partnership con i principali player del settore.
La nostra bussola è la ricerca: non un mero esercizio accademico, ma un progetto industriale strutturato, validato scientificamente e orientato al lungo periodo, con l’ambizione di introdurre un nuovo standard internazionale. È questa capacità di coniugare radici solide e visione globale che, ne sono certo, renderà Mobility Village un punto di riferimento per l’intero mercato
Mobility Village – www.movispa.it
Con radici solide e una visione globale, Mobility Village dimostra come impresa e ricerca possano fondersi in un modello unico. Da Torino, la seconda fase di una ricerca decennale sta aprendo la strada al Performance Durability Rating, destinato a diventare il KPI internazionale che ridefinirà il modo di misurare la mobilità.
Sito web: www.movispa.it

Esporta il Made in Italy: Go International® 2025 ti spalanca le porte del mondo



























