di Claudio Pasqua
Direttore di Interiorissimi e ADI – Agenzia Digitale Italiana
La mostra “Ritratti. Collezione Florence e Damien Bachelot”, in corso al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino dal 10 luglio al 5 ottobre 2025, rappresenta un evento di grande rilievo culturale, che esplora l’evoluzione del ritratto fotografico attraverso il Novecento fino alla contemporaneità. Curata da Tiziana Bonomo presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di torino, con il suo direttore Alessandro Bollo, l’esposizione presenta circa 90 opere originali tratte dalla prestigiosa collezione privata di Florence e Damien Bachelot, una delle più importanti raccolte fotografiche d’Europa.

La mostra, promossa dall’Associazione culturale Imago Mundi, è realizzata grazie al contributo del Main Sponsor Banca d’Alba, con il supporto della Fondazione Deloitte, il sostegno della Regione Piemonte e il patrocinio della Città di Torino, della Città Metropolitana di Torino, della Camera di Commercio di Torino, dell’Institut Français e dell’Alliance Française, oltre alla collaborazione con la Collection Bachelot, la Saul Leiter Foundation e ArtPhotò.

La mostra: temi e contenuti
La mostra si articola in quattro sezioni tematiche – Attualità, Miti, Società ed Emozioni – che raccontano l’umanità attraverso lo sguardo di grandi maestri della fotografia come Lewis Hine, Dorothea Lange, Saul Leiter, Nan Goldin, Elliott Erwitt, William Klein, Susan Meiselas e Mohamed Bourouissa.

Le opere spaziano da ritratti iconici di figure come Pablo Picasso, catturato da Brian Blake mentre assiste a una corrida, a Audrey Hepburn, Romy Schneider ed Ernest Hemingway, fino a immagini di un’umanità quotidiana e vulnerabile, come i bambini migranti italiani fotografati da Hine per denunciare il lavoro minorile o gli “invisibili” di Paul Graham, che ritraggono la marginalità nelle strade americane.

Tra i pezzi più significativi spicca il lightbox di Elio Sorci con Brigitte Bardot, che richiama l’atmosfera della Dolce Vita, e l’immagine guida scelta dalla curatrice, Lanesville (1958) di Saul Leiter, che cattura con delicatezza un momento di intimità e sospensione temporale.
La mostra si distingue per il suo approccio umanistico, che riflette la visione dei collezionisti Florence e Damien Bachelot, i quali, come sottolinea Tiziana Bonomo, “indagano un mondo distante, non patinato, ma intriso di assenza e abbandono”. Le fotografie esposte non si limitano a documentare, ma esplorano il ritratto come strumento di narrazione politica, sociale e artistica, capace di riflettere i mutamenti culturali e identitari del Novecento.

In armonia con la missione del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, l’esposizione include un video che presenta una selezione dei 17.000 documenti fotografici custoditi dal museo, tra cui i ritratti della Contessa di Castiglione, pioniera nell’uso della fotografia per costruire la propria immagine pubblica nell’Ottocento.
Alessandro Bollo: biografia e ruolo
Alessandro Bollo, direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, è una figura di spicco nel panorama della gestione culturale italiana. Nato a Biella nel 1972, Bollo ha una formazione in economia e una lunga esperienza nel management culturale.

È co-fondatore della Fondazione Fitzcarraldo, un’istituzione dedicata alla ricerca e consulenza nel settore culturale, dove ha lavorato per circa vent’anni. Ha ricoperto il ruolo di direttore della Fondazione Polo del ‘900 di Torino dal 2017 al 2022, contribuendo a trasformare l’istituzione in un punto di riferimento per la memoria storica e il dialogo culturale.
Nel 2022, è stato nominato senior project manager de La Fabbrica del Vapore a Milano, dove ha elaborato un modello gestionale per la riqualificazione del centro. Bollo ha partecipato a progetti internazionali, come la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019 e il Piano Strategico della Cultura del Kosovo nel 2016.
La sua nomina a direttore del Museo del Risorgimento, avvenuta all’unanimità nel febbraio 2024, è stata motivata dalla sua capacità di proporre una visione innovativa, incentrata sulla ricerca, l’educazione e lo sviluppo del museo.
Come direttore, Bollo ha sottolineato l’importanza di questa mostra per riflettere sul ruolo del ritratto fotografico nell’epoca risorgimentale e per valorizzare il patrimonio fotografico del museo, ancora parzialmente inesplorato.
Tiziana Bonomo: biografia e visione curatoriale
Tiziana Bonomo, curatrice della mostra, è una figura di riferimento nel campo della fotografia e della curatela espositiva. Storica dell’arte contemporanea con una specializzazione in storia della fotografia presso l’Università di Torino, Bonomo ha maturato una vasta esperienza come catalogatrice, archivista e mediatrice museale.

Ha collaborato con istituzioni come la Biblioteca Reale di Torino, la Pininfarina S.p.a. e l’Archivio Storico di Asti, oltre a realtà museali come la GAM di Torino, le Gallerie d’Italia e CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia.
Dal 2019, scrive per la rivista online Classicult e dal 2020 si dedica alla mediazione museale presso l’Associazione Alba Sotterranea. Fondatrice di ArtPhotò, un’organizzazione dedicata alla promozione della fotografia, Bonomo ha curato numerose mostre, tra cui:
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Krzysztof Miller. Anno 1989 (2019)
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Ivo Saglietti. Lo sguardo nomade (2022)
entrambe ospitate al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.
La sua visione curatoriale si distingue per un approccio umanistico e interdisciplinare, che utilizza la fotografia come strumento per esplorare la storia, la società e le emozioni umane. Per la mostra “Ritratti”, Bonomo ha selezionato opere che non solo celebrano la maestria tecnica dei fotografi, ma raccontano storie di identità, resistenza e vulnerabilità, come evidenziato dalla scelta dell’immagine guida di Saul Leiter.

I patrocinatori e i sostenitori
La mostra è resa possibile grazie al sostegno di importanti enti e sponsor:
Main Sponsor Banca d’Alba
Una delle principali banche cooperative italiane, Banca d’Alba sostiene da anni progetti culturali nel territorio piemontese, promuovendo iniziative che valorizzano l’arte e la storia locale.
Fondazione Deloitte
La fondazione del gruppo Deloitte supporta progetti culturali e sociali, con particolare attenzione all’innovazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale, contribuendo alla realizzazione di questa mostra.
Regione Piemonte
La Regione sostiene l’iniziativa nell’ambito della sua politica di promozione culturale, riconoscendo il valore della mostra come occasione di riflessione sull’identità e la storia.
Città di Torino e Città Metropolitana di Torino
Entrambe patrocinano la mostra, confermando il ruolo di Torino come capitale culturale e centro di riferimento per il Risorgimento italiano.
Significato culturale e impatto
La mostra “Ritratti. Collezione Florence e Damien Bachelot” si inserisce in un dialogo tra passato e presente, intrecciando il patrimonio fotografico del Risorgimento con le espressioni contemporanee del ritratto.
Come evidenziato da Luisa Papotti, presidente del museo, l’esposizione non solo celebra la fotografia come linguaggio autonomo, ma ne sottolinea il ruolo storico nella costruzione dell’identità nazionale, dal Risorgimento all’oggi.
La collaborazione con la collezione Bachelot e l’approccio curatoriale di Tiziana Bonomo permettono di esplorare la fotografia come uno specchio dell’umanità, capace di evocare emozioni universali e di raccontare le trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo.
Informazioni
Per ulteriori informazioni, si consiglia di visitare il sito del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
👉 www.museorisorgimentotorino.it
o contattare direttamente l’organizzazione ArtPhotò
📧 info@artphotobonomo.it



























