Elia Puzone ha compiuto a febbraio 25 anni. La sua formazione è sempre stata fortemente influenzata dall’arte, ha infatti frequentato il Liceo Artistico Aldo Passoni a Torino, indirizzo Design Industriale. Per il percorso universitario invece ha deciso di seguire quella che è la sua passione più grande: la Musica. Laureato in Music Business ha ottenuto una qualifica base e avanzata come produttore di musica elettronica presso il SAE Institute di Milano. Il suo obiettivo è quello di “sfondare” nell’industria musicale.

Con una particolare passione per gli eventi live dedicati alla musica EDM (Electronic Dance Music), ha esperienza come DJ e organizzatore di eventi.  Ha inoltre una grande passione per tutto ciò che è intrattenimento. Gli capita spesso di essere ospite o streammare lui stesso su piattaforme come Twitch, e sta portando avanti progetti anche su TikTok, insomma, tutto ciò che è creatività e, appunto, intrattenimento.

Come vedi l’industria musicale nel futuro?

Intanto vi ringrazio per l’invito a discutere con voi di Music Business.
L’industria musicale, come tantissimi ambiti della nostra società e, più in generale, della nostra vita, ha subito dei cambiamenti radicali con l’avvento delle nuove tecnologie, delle nuove abitudini e delle nuove dinamiche che caratterizzano la produzione e la fruizione.
È tangibile un vero e proprio pre e post Pandemia che si riflette in tantissimi dettagli che, non per forza, saltano all’occhio solo degli esperti del settore, ma che possono essere individuati da chiunque abbia uno sguardo un po’ più attento e interessato al mondo musicale.

Il Music Business (business musicale) è cambiato e muta in continuazione, ciò che è di tendenza oggi domani potrebbe essere caduto completamente nel dimenticatoio, rendendo complicata ma allo stesso tempo sempre più meticolosa e dettagliata, la ricerca del trend perfetto o dell’idea che permette all’artista di posizionarsi saldamente sul mercato.

La mia opinione sul futuro dell’industria musicale è positiva. Credo che avremo sempre più strumenti e possibilità per scoprire, conoscere ed apprezzare la musica.

In questo senso i social giocano un importantissimo ruolo, la promozione adesso passa in maniera massiva proprio da queste piattaforme. L’esempio che mi piace citare sempre è TikTok, piattaforma da 1,2 miliardi di utenti attivi al mese (fonte Digimind.com) che è in grado di settare i trend con una facilità disarmante. E non solo in ambito musicale.

Piattaforme come questa sono in grado di decidere quali tracce (e di conseguenza quali artisti) saranno le prossime Hit, e non è tutto, sono anche in grado di riabilitare progetti che magari da qualche tempo erano usciti dall’alta rotazione.

Tutto ciò è incredibile e spinge gli addetti ai lavori a trovare sempre nuove idee, nuove strategie che mettano in moto la creatività e permettano all’artista di potersi esprimere al 100% per portare il suo messaggio al grande pubblico. Chiaramente sempre rimanendo entro certi limiti.

A livello di produzione vera e propria, quindi di lavoro in studio, siamo arrivati ad un livello di tecnologia tale che non esagero quando dico che, ovviamente con alla base una formazione; è possibile produrre un album dalla propria cameretta. Questa dinamica l’ho sempre considerata un’arma a doppio taglio perché proprio per il fatto che la produzione musicale è, a livello di accessibilità, a portata di tutti, non si può dire lo stesso a livello qualitativo. È un fattore consequenziale: quanto più facile sarà avere accesso ad una DAW di produzione, tanto più usciranno progetti autoprodotti; e progetti autoprodotti nella maggior parte dei casi si riflettono su lavori che difficilmente hanno la qualità per poter uscire ed arrivare al grande pubblico.
Attenzione però, questo non significa che le persone non debbano provarci. Più creatività, più variabili, più idee.

Business musicale e intelligenza artificiale: il futuro del settore

Si parla tanto di intelligenza artificiale: come vedi l’impatto di questa tecnologia sull’industria musicale e su come si evolverà la musica? 

Credo fermamente che IA e Arte, in tutte le sue forme, vadano di pari passo. A differenza di tanti, che vedo estremamente scettici, sono convinto che il futuro del campo artistico passerà per forza attraverso le Intelligenze Artificiali.
Non credo molto al concetto di “deumanizzazione”. Prima di tutto perché, anche nell’utilizzo delle interfacce, serve studio, tanta pratica e testa.

Elia Puzone - business musicale - music business
Elia Puzone

L’esempio che mi viene in mente subito è Midjourney, un’IA che permette di disegnare qualsiasi cosa, con risultati eccezionali, attraverso un prompt (ovvero un comando scritto che dia le linee guida alla macchina). Un software del genere, ne sono convinto, non sostituirà mai l’essere umano, ma vi si schiererà al fianco per assisterlo e migliorarne i processi creativi.

Stessa cosa per l’industria musicale. A livello di produzione in studio, il supporto tecnologico al produttore esiste da tantissimo tempo. Potrei parlarvi di Ozone, Plug In di Izotope, che, tramite dei preset preimpostati permette di masterizzare una traccia in pochi minuti (il Mastering è una pratica fondamentale e molto complessa che conclude il lavoro di produzione. Il master che viene esportato sarà il prodotto che uscirà sulle piattaforme di streaming e in radio). Certo è che, si tratta di un aiuto, di un plus non obbligatorio; perciò, diversi produttori scelgono di usare Ozone (ma ci sono tantissimi altri Plug In che sostengono il producer in altri ambiti della produzione) solo come linea guida e completare il master a mano, o addirittura di non usarlo proprio. Il punto è che non dev’essere considerato “meno” chi invece sceglie di affidarsi a software come questi. Perché? Tornando al discorso di deumanizzazione, alla base ci sono anni di studio e tanta esperienza accumulata. L’opinione pubblica si divide in due parti e proprio nelle ultime settimane ne abbiamo avuto l’esempio. È diventato virale, nemmeno a dirlo, su TikTok, un video in cui in sottofondo si poteva chiaramente distinguere quella che sembrava essere, a tutti gli effetti, una collaborazione tra Drake e The Weeknd. Ciò che si è scoperto è che, eccetto la strumentale prodotta effettivamente da un essere umano, è stato tutto frutto di una collaborazione tra IA. Una si è occupata di scrivere il testo, un’altra di replicare le voci delle due star e infine il produttore ha messo tutto insieme e creato una Hit.

Ecco, io credo che la direzione sia questa, si arriverà ad uno sviluppo tale che gli artisti potranno trovare nuove idee e nuovi concetti ascoltando il proprio progetto ancor prima ancora di pensarlo. So che suona molto strano ma, personalmente, un metodo di lavoro simile mi stimolerebbe a ricercare sempre qualcosa di nuovo e completamente diverso.

Quali App usi e quali consigli di usare per creare musica?  

Elia Puzone - business musicale - music business
Elia Puzone

Ogni produttore in base al suo genere, al suo stile e al suo metodo dovrebbe scegliere la propria DAW (interfaccia per creare musica). Per questo non mi sento di consigliarne una in particolare. Posso però raccontarvi quella che è la mia esperienza, poiché ho attuato un cambiamento importante con l’inizio dei miei studi di produzione.

Mi sono affacciato al mondo della musica elettronica quando ancora utilizzavo esclusivamente Macbook e IMac. Dovete sapere che Apple ha un “suo” programma, non utilizzabile su altri sistemi operativi. Trattasi di Logic Pro X, ed è con esso che ho cominciato.
Interfaccia pulita, intuitiva, tanti add on e plug in che ti vengono proposti con i costanti aggiornamenti. Insomma, un validissimo programma che nei più grandi studi non può mancare.
Con l’università però ho conosciuto meglio Ableton, DAW compatibile sia con Windows, sia con Apple, meno intuitiva, più complessa, ma decisamente più ricca di contenuti e possibilità. Grazie ai primi corsi ho imparato a gestirla e mi sono accorto che era più vicina alle mie esigenze. Non mi sono più spostato da lì.

Altri programmi che mi sento di consigliare per cominciare sono sicuramente FL Studio (FruityLoop) e Cubase.

E quali app consigli per distribuire musica? 

Per quanto riguarda la distribuzione, non esistono soluzioni che ti permettono da un giorno all’altro di arrivare al grande pubblico. Esistono però tali “aggregatori” che danno la possibilità agli artisti indipendenti di poter pubblicare la propria musica, per esempio, su Spotify.
Personalmente io mi sono affidato alla piattaforma Distrokid per poter pubblicare le mie release sul portale svedese.

Menzione importante va fatta per Soundcloud, contenitore che in Italia non viene per nulla considerato ma oltreoceano, nel periodo tra il 2016 e il 2020, ha dato vita ad un vero e proprio genere. Il Soundcloud Rap.
In poche parole, il Soundcloud Rap è un tipo di Hip Hop, solitamente vicino al genere Trap che viene totalmente autoprodotto in casa e pubblicato da indipendente sulla piattaforma arancione.

Ho pubblicato spesso su Soundcloud, mi sento di dire che è sicuramente un buon modo per far conoscere la propria musica.
Non spenderò troppe parole invece per i social in generale, perché tutti ne conosciamo le potenzialità. Bisogna utilizzare tanta fantasia e soprattutto raccontare una storia. Quello è ciò che, secondo me, il pubblico predilige.

Come si potrebbe sfruttare l’IA nel settore musicale?

Elia Puzone - business musicale - music business
Elia Puzone

Sono fermamente convinto che l’IA nella produzione musicale non sia una novità. Basti pensare ad una qualsiasi DAW di produzione: tramite un singolo computer si ha la possibilità di accedere a centinaia di migliaia di suoni, è possibile suonare un pianoforte, un’arpa, una chitarra elettrica o emulare un Synth analogico. Insomma abbiamo già diverse interfacce che emulano, tramite algoritmi (che tra l’altro possiamo modificare a nostro piacimento) qualsiasi tipo di strumento ci interessi.
Stessa cosa per i processi di Mixing e Mastering, l’esempio che ho riportato prima di Ozone, è lampante.
Personalmente mi concentrerei di più sullo sviluppo di IA che si occupino di sostenere l’artista in tutti quelli che sono gli step successivi alla produzione in studio. Banalmente, avere un aiuto in tutto il percorso di uscita, distribuzione e promozione del pezzo. Quello che manca a chi si autoproduce, a mio parere, è un supporto che permetta di studiare al dettaglio le campagne di release:

  • il mio target che piattaforme usa?
  • come le usa?
  • che tipo di comunicazione preferisce? Ha senso investire in un video ufficiale?

Questi sono solo esempi di domande che un artista emergente dovrebbe porsi. Nel caso di una Label o addirittura di una Major, ciò viene discusso da team di specialisti. Per un artista che ha lavorato da solo o con un gruppetto di amici in cameretta, diventa veramente complesso unire tutte le tessere del puzzle, e una volta fatto uscire il pezzo, se si sbaglia anche un singolo passaggio, purtroppo la traccia perde potenziali numeri.
Insomma, per concludere; auspico che le intelligenze artificiali del futuro, legate alla musica, tendano a emulare quello che è il ruolo delle case discografiche. In questo modo l’artista potrà lavorare in totale autonomia e gestire tutti i passaggi fondamentali che precedono la nascita di un progetto vincente.

La musica: un linguaggio universale che unisce arte, industria e cultura

Come vedi il futuro della distribuzione musicale? 

Senza ombra di dubbio, la distribuzione e i metodi di fruizione sono cambiati radicalmente negli ultimi anni.
Basti pensare al fatto che tra il 2000 e il 2020 abbiamo visto l’assestamento, lo sviluppo e la caduta di un supporto come il CD e la nascita di quello che è il traino della musica attualmente: lo streaming. Abbiamo assistito ad un gradito ritorno come quello del vinile, insomma, il pubblico ha una miriade di possibilità dietro la fruizione della propria musica preferita.

A livello di distribuzione, parliamo fondamentalmente di social. Tutto ciò che riguarda la promozione, la distribuzione e, di conseguenza i risultati, credo passi dalle piattaforme come Instagram, TikTok e via dicendo.
E’ importantissimo per gli artisti essere molto presenti e crearsi un’immagine solida. È molto semplice ormai trovare le anteprime delle tracce in uscita direttamente nelle live degli artisti su Instagram. Un metodo ancora più recente è quello che consiste nel vedere un numero gigantesco di TikTok con la canzone ancora non rilasciata in sottofondo, ma che viene presentata ufficialmente al pubblico con questa metodologia.

Meno moderno ma comunque frequente, dall’altro lato, lo spoiler non voluto delle tracce prossime alla release. Poco prima della pandemia era consuetudine ritrovare album interi su gruppi Telegram, uno, due giorni prima dell’uscita effettiva. Manovra quasi sempre non voluta da artisti e team di produzione che, alle volte, andava a danneggiare i numeri del disco, causando problemi abbastanza importanti.

La distribuzione va di pari passo con le abitudini del consumatore. È per questo che anche qui risulta complicato avere una previsione certa di ciò che accadrà nel prossimo futuro; la tecnologia fa passi da gigante e tutti noi dobbiamo adeguarci a sempre nuovi input che ci vengono proposti. Da un lato fa sicuramente “paura”, dall’altro è stimolante, poiché le opportunità sono e saranno sempre molteplici. Noi saremo qui ad attenderle.

Per contattare Elia Puzone, email: elia.bc011@gmail.com


Potrete seguire Elia Puzone in diretta martedì 2 maggio dalle ore 14 alle 16 in regia durante la puntata Impresa Radio Network 

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte. Dopo gli studi al Politecnico di Torino e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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