nanda vigoIl libro intitolato “Nanda Vigo. Alfabeto Cosmogonico“, pubblicato da Magonza Editore,  esamina l’intero percorso creativo di Nanda Vigo, una delle pochissime donne architette degli anni ’60 che è riuscita a emergere nel suo campo e si è rivelata una figura di grande rilevanza nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Vigo è un’artista eclettica che si distingue per la sua ricerca che unisce arte, architettura e design attraverso la sua personale esplorazione della relazione spazio/tempo e lo studio della luce.

Il libro, correlato all’esposizione presso il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona (aprile-giugno 2023) e curato da Alberto Fiz in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo, offre un’opportunità di approfondimento sull’indagine artistica di Nanda Vigo (1936-2020), una delle figure più influenti e innovative del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Nel corso della sua ricerca, Vigo è stata capace di integrare arte, architettura e design. Il libro, strutturato in modo tematico, esamina il percorso creativo dell’artista dagli anni Cinquanta agli anni Duemila, fornendo una documentazione approfondita della sua vasta produzione.

Il libro si sofferma sul concetto di “Cronotopi”, opere celebri di Vigo che rappresentano l’intersezione tra tempo e spazio attraverso l’uso della luce. Queste opere costituiscono un punto focale del volume e vengono esaminate in dettaglio. Tuttavia, l’opera offre anche una panoramica sugli ambienti immersivi straordinari creati dall’artista e presenta una selezione delle sue creazioni più celebri nel campo del design. Tra queste, si evidenzia la “Golden Gate”, una lampada emblematica di Vigo, caratterizzata dalla luce fluorescente che sembra emanare dall’acciaio cromato.

Il libro è impreziosito da saggi critici redatti da Alberto Fiz, Ilaria Bignotti, Barbara Konches e Marco Meneguzzo. Inoltre, include un testo di Riccardo Blumer e schede tematiche fornite dall’Archivio Nanda Vigo. La pubblicazione costituisce quindi una fonte ricca di analisi e interpretazioni che illuminano l’opera e il contributo di Nanda Vigo all’arte, all’architettura e al design.

Nata a Milano nel 1936, Nanda Vigo è stata un’artista, architetta e designer che conduce la sua attività tra Milano e l’Africa orientale. Già sin da giovane, ha dimostrato un vivo interesse per l’arte e ha avuto l’opportunità di trascorrere del tempo con Filippo de Pisis, un amico di famiglia, e di esaminare le opere architettoniche di Giuseppe Terragni, da cui ha forse imparato l’importanza della luce nell’arte. Dopo aver conseguito una laurea presso l’Institut Polytechnique di Losanna e completato un significativo stage a San Francisco, nel 1959 apre il suo studio a Milano. Da quel momento, il rapporto tra luce e spazio diventa il fulcro della sua produzione artistica, un elemento che permea il suo lavoro sia come artista che come architetta e designer.

Negli anni ’60, Nanda Vigo entra in contatto con importanti figure artistiche del panorama italiano e internazionale. Frequenta lo studio di Lucio Fontana e stringe legami con gli artisti che fondarono la galleria Azimut a Milano, tra cui Piero Manzoni ed Enrico Castellani. In questo periodo, intraprende numerosi viaggi per partecipare a mostre in tutta Europa, entrando in contatto con l’ambiente del movimento artistico ZERO in Germania, Olanda e Francia.

Nel 1959 inizia a sviluppare il progetto per la “ZERO House” a Milano, completata nel 1962. La sua presenza è riconoscibile anche nelle mostre del movimento ZERO, partecipando a eventi come “NUL 65” presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam e “ZERO: An Exhibition of European Experimental Art” alla Gallery of Modern Art di Washington D.C. Nel 1965, Nanda Vigo organizza la celebre mostra “ZERO avantgarde” nello studio di Lucio Fontana a Milano, coinvolgendo ben 28 artisti.

Nel corso degli anni, Nanda Vigo continua a sviluppare progetti di rilievo, come la collaborazione con Gio’ Ponti per la “Casa sotto la foglia” a Malo (Vi) tra il 1965 e il 1968. Nel 1971, ottiene il prestigioso New York Award for Industrial Design per la sua lampada “Lampada Golden Gate”. Nel 1976, viene premiata con il 1° Premio St. Gobain per il design del vetro.

La sua carriera è costellata da riconoscimenti e partecipazioni a eventi di rilievo, tra cui la sua partecipazione alla 40a Biennale di Venezia nel 1982 e la curatela dell’allestimento della mostra “Piero Manzoni – Milano et Mitologia” a Palazzo Reale a Milano nel 1997.

Nel corso degli anni, Nanda Vigo ha mantenuto un approccio interdisciplinare all’arte, al design e all’architettura. Il suo impegno nella valorizzazione dell’arte è evidente attraverso collaborazioni con figure influenti della contemporaneità e attraverso iniziative come la mostra “ITALIAN ZERO & avantgarde 60’s” presso il MAMM Museum di Mosca. La sua eredità artistica è stata riconosciuta a livello internazionale, con opere presenti nella collezione del Ministero degli Affari Esteri, nonché al Guggenheim di New York e al Martin-Gropius-Bau di Berlino in occasione delle esposizioni dedicate al movimento ZERO.

Sito Web: www.nandavigo.com

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