Quanti sono gli abitanti a Napoli nel 2024? Il comune di Napoli comunica che gli abitanti sono 1.004.500 abitanti, composti da individui che risiedono in pianta stabile nello stesso comune

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Gli uomini sono di numero minore rispetto alle donne: il rapporto di mascolinità, una percentuale che ha come numeratore gli abitanti maschili residenti e a denominatore la popolazione femminile residente  è di 91,7 uomini per 100 donne, che è inferiore al tasso nazionale.
Il numero di bambini è relativamente più alto della media nazionale.
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Nel comune di Napoli, in particolare, la percentuale di bambini sotto i cinque anni è del 5,29 per cento, superiore al 4,59 per cento registrato a livello nazionale.
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In contrasto con la situazione nazionale, i dati definitivi sulla struttura demografica del censimento del 2001 mostrano una comunità demograficamente giovane.
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La quota di persone di età compresa tra 65 e meno di 15 anni, scelta come indicatore composito dell’invecchiamento della popolazione, rimane inferiore a 100.  Infatti, il comune di Napoli ha il 91,13%, che è inferiore all’indicatore nazionale (131,4 %).
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Altro indicatore di rilievo economico e sociale è l’indice di dipendenza, o indice di dipendenza demografica, secondo il quale le persone che si presume non siano indipendenti per ragioni demografiche (età) – gli anziani e i giovanissimi – e che quindi sono dipendenti – sono messi in relazione con persone che dovrebbero dipendere da loro attraverso le loro azioni di sostegno.
Il comune di Napoli ha un indice del 8,58%, inferiore all’indice nazionale ( 9,02% in Italia).
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Inoltre, il riferimento all’area residenziale della popolazione (117,27 chilometri quadrati) ci fornisce un indicatore, la densità abitativa, il cui valore, 8566 abitanti per chilometro quadrato, è troppo elevato anche rispetto a quello del paese.
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La composizione della popolazione secondo lo stato civile è demograficamente interessante soprattutto per la sua influenza sul movimento della popolazione. Nel comune di Napoli la contemporanea presenza di una popolazione strutturalmente giovane e fattori e condizioni socio-economiche e ambientali contribuiscono a determinare il tasso di incidenza del 2,27%, sia divorziati che divorziati, inferiore ai valori nazionali.
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10 cose da vedere a Napoli

10. Galleria Umberto e Teatro San Carlo.
La Galleria Umberto I è una galleria commerciale pubblica di Napoli. Si trova proprio di fronte al Teatro dell’Opera San Carlo. Il San Carlo è il teatro dell’opera pubblico più antico del mondo, aperto nel 1737, decenni prima della Scala di Milano e della Fenice di Venezia.
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9. Palazzo Reale e Museo di Capodimonte.
Nel 1738 Carlo Borbone decise di trasformare il suo terreno di caccia, situato nel bosco “Capodimonte” all’interno del Palazzo Reale, in un museo contenente la collezione Farnese ereditata dalla madre. Infatti, ancora oggi, passeggiando per i magnifici corridoi del palazzo, sembra che la famiglia Borbone sia uscita di casa poco prima che noi entrassimo. Il museo ha capolavori: Tiziano, Masaccio, Botticelli, Rafaello, Guido Reni, Brueghel il Vecchio, Andrea del Sarto, Ribera, Goya, Pinturicchio, Vasari, Mattia Preti, Ribera, Andy Warhol, Mimmo Jodice, Alberto Burri, Mario Merz, Joseph Kosuthi
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8. Lo straordinario “Vessillo di Cristo” di Enzo Cucchi, Michelangelo Pistoletto e Caravaggio.
Duomo di Napoli Sebbene il Duomo risalga alla fine del XIII secolo, fu fortemente rimaneggiato da terremoti e rifacimenti, soprattutto dopo il Duomo, ma al centro della facciata rimane il portale. Nella navata sud si trova la sontuosa cappella seicentesca di San Gennaro, patrono di Napoli. Sull’altare maggiore si trova un busto d’argento con il teschio del santo morto nel 305 durante il regno di Diocleziano. Il tabernacolo contiene due vasi contenenti sangue sacro, che si ritiene abbia poteri liquefacenti, e viene celebrato nella cattedrale ogni 19 settembre con solenni cerimonie.
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7. Piazza del Plebiscito.
e stai cercando cose da fare a Napoli, dovresti visitare la sua piazza più grande. Questo spazio pubblico di sei ettari è un luogo d’incontro per una piacevole passeggiata, uno sfondo per installazioni artistiche su larga scala, una fenomenale festa di Capodanno e un palcoscenico per cantanti e artisti di fama mondiale. Qui i visitatori troveranno il Palazzo Reale, un museo del palazzo di 30 stanze, così come la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, la più grande biblioteca del sud Italia.
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6. Il Vesuvio e le Rovine di Pompei
Il Vesuvio, che ricopriva Pompei di cenere, roccia e lava 2000 anni fa (e l’ultima eruzione risale al 19 ), dista solo 10 chilometri (6 miglia) da Napoli. Ci sono autobus turistici che ti portano direttamente al parcheggio, o per chi vuole viaggiare in modo più indipendente, è una breve corsa in treno e autobus. Questa è un’attrazione da non perdere a Napoli.
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5. Il Museo Archeologico Nazionale
Il museo era in origine un maneggio, poi un’università. Il Museo Archeologico fu aperto nel 1816, e oggi è uno dei musei più importanti del mondo grazie alla qualità e quantità delle opere esposte. Molti dei manufatti provengono dagli scavi di Pompei e da altri siti archeologici vicini.
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4. Il Cristo Velato della Cappella Sansevero. 
Scultura di Giuseppe Sanmartino del 1753 presenta la figura di Cristo disteso sotto il telo più sottile. I lineamenti del volto sono ben visibili, così come il corpo e persino le ferite della crocifissione, ma tutto il corpo è ricoperto da delicate pieghe di stoffa. L’effetto visivo è davvero sorprendente. La Cappella Sansevero ha altre due sculture dedicate a uno dei genitori dell’uomo che le commissionò e costruì la cappella, ma il Cristo velato riceve giustamente tutta l’attenzione.
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3. Castel dell’Ovo.
Castel dell’Ovo è la fortezza più antica di Napoli. Il nome del castello deriva dalla leggenda del poeta romano Virgilio, noto nel medioevo come grande stregone e indovino del futuro. Nella leggenda, Virgilio pose un uovo magico nelle fondamenta per sostenere le fortificazioni. Se questo uovo si rompesse, il castello verrebbe distrutto e seguirebbero una serie di eventi catastrofici per Napoli.
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2. Passeggia lungo Spaccanapoli – Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
La città di Napoli prende vita in tutto il suo splendore, caos e fascino in una strada conosciuta colloquialmente come Spaccanapoli o “Via San Biagio”. È la via principale che separa Napoli e il cuore del centro storico. Inizia da Piazza del Gesù Nuovo e scopri pizzerie e pasticcerie tradizionali, oltre ad alcuni dei migliori monumenti e chiese della città. Via San Gregorio Armeno lungo Via San Biagio è famosa per le sue botteghe e botteghe indigene.
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1. Mangiare la pizza.
Può sembrare strano che la prima cosa da fare o vedere in una città sia mangiare qualcosa, ma dopotutto, questo è il luogo di nascita della pizza (probabilmente il prodotto alimentare più popolare d’Italia) e la gente del posto ha voce in capitolo. piatto molto seriamente Assicurati di andare in una pizzeria che serve “pizza vera napoletana”, un’autentica pizza napoletana, e sei a posto.
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Gli abitanti di Napoli nella canzone 

Napoli, con le sue strade vivaci, il suo paesaggio costiero e la sua ricca storia culturale, è stata una delle principali muse per molti compositori e cantanti nel corso degli anni. La città ha ispirato un vasto repertorio di canzoni che raccontano storie d’amore, di passione, di nostalgia e di vita quotidiana.

La Canzone Classica Napoletana

Le radici della canzone napoletana risalgono a secoli fa, ma il periodo d’oro della canzone classica napoletana si colloca tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. In questo periodo, furono scritte alcune delle canzoni più iconiche, come “O Sole Mio”, “Torna a Surriento”, e “Funiculì, Funiculà”. Queste melodie, caratterizzate da testi che celebravano la bellezza di Napoli e la passione dei suoi abitanti, sono diventate note in tutto il mondo, simbolo del patrimonio culturale italiano.

Gli Anni d’Oro del Festival di Napoli

Negli anni ’50 e ’60, il Festival della Canzone Napoletana divenne un evento annuale imperdibile. Molti artisti emergenti e affermati si esibirono con nuove composizioni, consolidando ulteriormente l’importanza della canzone napoletana nella cultura popolare italiana. Canzoni come “Malafemmena” di Totò o “Munasterio ‘e Santa Chiara” divennero istantanee classiche, riflettendo la vita, l’amore e le sfide nella Napoli del dopoguerra.

La Nuova Onda e la Musica Contemporanea

Negli anni ’70 e ’80, mentre la musica pop e rock dominava le classifiche internazionali, a Napoli nacque una nuova onda di artisti che combinavano la tradizione della canzone napoletana con suoni più moderni. Artisti come Pino Daniele introdussero elementi di jazz, blues e rock nella tradizionale melodia napoletana, creando un mix unico che parlava sia al cuore della vecchia generazione sia alle orecchie della nuova. Con brani come “Napule è”, Daniele ha catturato l’essenza della vita a Napoli, con tutte le sue complessità e bellezze.

La Napoli di Oggi

Oggi, molti artisti continuano a trarre ispirazione da Napoli. La città, con le sue mille sfaccettature, rimane un focolaio di creatività. Generi come il rap e l’hip-hop hanno trovato terreno fertile nelle strade di Napoli. Artisti come Liberato e Clementino mescolano ritmi moderni con echi della tradizionale canzone napoletana, raccontando storie della Napoli contemporanea, con le sue sfide, le sue passioni e le sue vittorie.

Dal vibrante sfondo del Vesuvio alle affollate strade di Spaccanapoli, la città di Napoli ha sempre avuto una voce nella musica. Che si tratti della dolce melodia di una serenata o del battito potente di un brano rap, Napoli risuona in ogni nota, riflettendo la sua storia, la sua cultura e il suo spirito indomabile. La canzone napoletana, in tutte le sue forme, continua a essere un testamento vivente dell’anima profonda e passionale della città, trascendendo i confini e tocando il cuore di chiunque ascolti.

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