Orbiting: una tattica sottile tra l’essere completamente assenti e rimanere vagamente presenti nel mondo dei social. Ti stai chiedendo di cosa stiamo parlando? In un mondo sempre più invaso da termini in inglese per spiegare comportamenti bizzarri nel dating, la navigazione diventa difficile.

Pensa a una persona con cui stavi instaurando un legame, una di quelle relazioni non ancora chiare, una “situationship”. Questa persona, dopo un periodo, inizia a ritirarsi, a diventare sempre meno presente, quasi come se stesse per scomparire del tutto. Eppure, non svanisce del tutto. Lui o lei continua a farsi vivo sui social, magari mettendo “mi piace” a una tua foto o commentando le tue storie su Instagram. Non abbastanza per dire che sono veramente presenti nella tua vita, ma abbastanza da farti sapere che ti stanno ancora “osservando”. Lontani dalla realtà di un vero contatto, ma ancora abbastanza vicini da farsi notare online. Questo comportamento, noto come orbiting, è il passo successivo al ghosting ed è diventato altrettanto esasperante per molti.

Etimologia del termine orbiting

Orbiting deriva dal verbo inglese “orbit”, che fa riferimento al movimento di un corpo attorno a un punto o a un altro corpo. È una pratica ambigua nel mondo delle relazioni, in cui non c’è una comunicazione diretta o sincera tra le parti. Anche se una persona può non rispondere ai nostri messaggi diretti, potrebbe comunque seguirci attentamente sui social, come ad esempio visualizzando ogni nostra storia su Instagram, creando confusione e dubbi.

La chiave di questa tattica è l’indeterminatezza. La persona non prende un impegno vero, né fa chiarezza sulle proprie intenzioni. La relazione, quindi, rimane vaga e nebulosa. Anziché avere una conclusione chiara, l’orbiting lascia l’individuo in un limbo tra delusione e aspettativa, in attesa che l’altro si manifesti concretamente. Ma questa manifestazione potrebbe non avvenire mai.

Perché il tuo compagno o compagna fa orbiting? 

La ragione dietro l’orbiting può essere scomoda da affrontare: forse non siamo la loro priorità. Ma perché continuano a inviare segnali ambigui invece di essere diretti riguardo ai loro sentimenti? Analizziamo alcune motivazioni comuni.

In alcune situazioni, potremmo avere a che fare con un individuo con tratti narcisistici che manipola dando segnali confusi. Questo gli permette di mantenere una sorta di potere su di noi, soddisfacendo il suo bisogno di attenzione e rafforzando il suo senso di autostima, tutto a nostro danno. Queste persone godono della sensazione di controllo, volendo sempre qualcuno che li persegua indipendentemente dal loro comportamento evasivo.

Ma non tutti quelli che praticano l’orbiting hanno cattive intenzioni. A volte, sono semplicemente indecisi o insicuri. Potrebbero essere appena usciti da una relazione complessa o potrebbero essere indecisi su ciò che vogliono, e quindi optano per mantenerci “in sospeso”, lasciando sempre aperta la porta per un possibile ritorno.

Tuttavia, un’ulteriore ragione che potrebbe spingere qualcuno all’orbiting potrebbe essere semplicemente la noia. Un giorno potrebbero sentirsi soli o aver bisogno di distrazione e decidono di interagire online, flirtando senza un reale interesse.

Indipendentemente dalla motivazione, non è giusto o equo tenere qualcuno in attesa con messaggi misti. È essenziale ricordare che meritiamo chiarezza e rispetto nelle nostre interazioni e relazioni. Se qualcuno ti sta facendo “orbiting”, ci sono modi per proteggersi e mettere dei limiti.

Comportamenti per contrastare l’orbiting

Di fronte a chi pratica l’orbiting, la risposta è chiara: prendi le distanze e proteggi te stesso. Non lasciare che questi comportamenti ambigui abbiano un impatto sulla tua autostima o sul tuo benessere emotivo.

Se hai cercato di affrontare la situazione direttamente e hai ricevuto risposte evasive come “Mi piaci, ma ho bisogno di più tempo” o “Mi piace chiacchierare con te, ci incontreremo presto”, allora è il momento di stabilire dei limiti. Se ritieni opportuno, puoi comunicare la tua decisione di interrompere la comunicazione. Ma una volta presa questa decisione, è essenziale essere coerenti.

Per proteggere la tua tranquillità mentale, potrebbe essere utile limitare o interrompere la visibilità dei loro post sui social media. Se trovi troppo tentante controllare il loro profilo, potresti considerare di bloccarli per evitare tentazioni.

Stai attento: potrebbe accadere che, una volta che hai preso le distanze, l’orbiter possa cercare di riavvicinarsi con messaggi come “Perché non mi hai più scritto?”. Se riconosci manipolazioni o comportamenti passivo-aggressivi, mantieni la tua posizione e non lasciarti manipolare.

Infine, è fondamentale fare un passo indietro e valutare la situazione. Devi comprendere che l’orbiting non è un riflesso del tuo valore. Sei stato semplicemente coinvolto in un comportamento poco chiaro e non meritato. Non sei tu il problema. La cosa più importante è concentrarsi su ciò che meriti e avanzare con una mentalità positiva e costruttiva.

Orbiting e Ghosting sono la stessa cosa? 

No, l’orbiting e il ghosting sono due comportamenti distinti, anche se entrambi possono causare confusione e dolore nella persona che li subisce.

Mentre il ghosting è un taglio netto, un’assenza totale di comunicazione da un momento all’altro, l’orbiting è come un lento svanire. Chi pratica l’orbiting continua a darti segnali di presenza, anche se solo a livello digitale, mantenendo un contatto minimo e non impegnativo. È come se ti tenesse “in sospeso”, facendoti sperare in qualcosa di più concreto, ma senza mai prendere un impegno vero e proprio.

La chiave per gestire sia l’orbiting che il ghosting è il rispetto di sé. Di fronte a comportamenti così ambigui, è essenziale riconoscere il proprio valore e non permettere a queste tattiche di influenzare la propria autostima. Se una persona non è in grado di comunicare chiaramente o di mostrare un interesse genuino, allora non merita il tuo tempo e la tua attenzione. La cosa migliore è concentrarsi su chi davvero ti apprezza e mostra sincerità nelle sue intenzioni.

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e al design Contatti Email: info@interiorissimi.it

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