Il parquet è sempre più popolare al giorno d’oggi. Sinonimo di eleganza, nonchè soluzione utile per aumentare il valore dell’immobile in un periodo in cui puntare sul bene rifugio unico che è il mattone può aiutare a tutelare i propri risparmi, è ormai protagonista anche di ambienti che, in passato, vedevano al centro dell’attenzione altre tipologie di pavimenti.

Stiamo parlando della cucina e del bagno. Scegliendo le essenze giuste, ma soprattutto evitando ristagni d’acqua, il parquet può essere posato senza problemi e dare lustro all’ambiente.

Nel momento in cui si decide di scegliere questa tipologia di pavimentazione, ci si trova davanti a diversi termini tecnici che possono risultare poco chiari agli occhi dei non addetti ai lavori. Una di queste espressioni è “parquet prefinito”.

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Cos’è il parquet prefinito?

Il parquet è una tipologia di pavimento che può essere sottoposta a un’infinità di lavorazioni, sempre con lo scopo di ottimizzarne resistenza e lucentezza.

Quando si parla di parquet prefinito, si inquadra un pavimento pronto all’uso e caratterizzato da uno strato superficiale in legno nobile.

Il termine “prefinito” ci aiuta a capire che, quando lo si chiama in causa, si inquadra un parquet il cui lavoro di finitura è stato effettuato immediatamente subito dopo il processo di produzione. 

Dopo la posa, che può essere incollata o flottante a seconda delle esigenze e delle peculiarità del singolo ambiente, non è più necessario procedere con trattamenti come la lamatura, l’utilizzo dell’olio o la verniciatura.

In linea di massima, 24 ore dopo il completamento dei lavori di posa è possibile iniziare a fruire degli ambienti e calpestare la pavimentazione.

Quanto è lo spessore del parquet prefinito?

Nella maggior parte dei casi, lo spessore di un parquet prefinito va da un minimo di 10 a un massimo di 15 mm.

Entrando nel vivo della composizione dei vari listoni, ricordiamo che, in media, circa 4 mm dello spessore sono di legno nobile.

Attenzione: affinché si possa usare legalmente la parola “parquet”, lo spessore del legno nobile non deve essere inferiore ai 2,5 mm (a stabilirlo è la norma UNI EN 13756).

Perché sceglierlo?

A questo punto, è naturale chiedersi perché vale la pena scegliere il parquet prefinito. Oltre al già citato aspetto della rapidità, è opportuno soffermarsi sulla resa estetica, che non ha nulla da invidiare a quella del parquet trattato dopo la posa. Non dimentichiamo, infatti, che a essere in bella vista è lo strato di legno nobile.

Un altro vantaggio non da poco riguarda la semplicità nella manutenzione. Per prendersi cura del proprio parquet prefinito, è sufficiente ricorrere a un panno leggermente inumidito e a un detergente neutro specifico per pavimentazioni in legno.

L’unica cautela da osservare riguarda il fatto di non esagerare con la quantità d’acqua.

Il rischio, infatti, è quello che il pavimento si deteriori e di vedere il legno gonfiarsi eccessivamente.

Le essenze più trendy

Le essenze a cui fare riferimento quando si sceglie il proprio parquet prefinito sono diverse. Molto apprezzato per via della sua versatilità è, in questo periodo, il rovere naturale. 

Legno che si ricava dalla maestosa e regale Quercus petraea, il rovere naturale, scelto anche per contesti caratterizzati da un forte passaggio per via della sua resistenza, ha il vantaggio di essere caratterizzato da una luminosità che si adatta molto bene, per esempio, agli ambienti dove domina l’arredamento minimalista.

Molto apprezzati sono anche il teak e l’iroko, legni ideali per la cucina, ambiente a cui, soprattutto negli ultimi 3 – 4 anni, si dedica una grandissima cura. 

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