Negli ultimi anni, il livello di inquinamento atmosferico è diventato uno dei problemi più preoccupanti per la salute pubblica in tutto il mondo.

Tra i vari inquinanti presenti nell’aria, il particolato PM2.5 è uno dei più pericolosi per la salute umana. Secondo le ultime ricerche, solo lo 0,001% della popolazione mondiale vive in aree al di sotto dei livelli di sicurezza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Il particolato PM2.5 è costituito da particelle di diametro inferiore a 2,5 micrometri, che possono penetrare profondamente nei polmoni e causare gravi danni alla salute. Queste particelle sono prodotte principalmente dalle attività umane, come la combustione di carburanti fossili e la produzione industriale. Sono particolarmente pericolose per le persone con problemi respiratori o cardiovascolari preesistenti, ma possono causare problemi anche alle persone apparentemente sane.

Secondo l’OMS, il livello di particolato PM2,5 considerato sicuro per la salute umana è di 10 microgrammi per metro cubo di aria. Tuttavia, la maggior parte delle città in tutto il mondo supera ampiamente questa soglia. In molti paesi in via di sviluppo, la situazione è ancora più preoccupante, con livelli di particolato PM2,5 che superano i 100 microgrammi per metro cubo di aria.

Nonostante gli sforzi di molti governi e organizzazioni per ridurre l’inquinamento atmosferico, i livelli di particolato PM2,5 continuano ad aumentare in molte parti del mondo. Questo problema rappresenta una minaccia reale per la salute umana e richiede un’azione globale urgente per ridurre le emissioni di inquinanti.

Il particolato PM2,5 è un inquinante atmosferico pericoloso per la salute umana e richiede un’azione urgente per ridurre la sua presenza nell’aria. Esistono diverse azioni che possono essere adottate per contrastare il particolato PM2,5 e ridurne gli effetti sulla salute umana. Ecco alcuni esempi:

  1. Ridurre le emissioni di inquinanti: la fonte principale di particolato PM2,5 è la combustione di carburanti fossili. Ridurre le emissioni di inquinanti richiede una transizione verso fonti di energia rinnovabile, come il solare e l’eolico, e l’adozione di tecnologie più efficienti e pulite.
  2. Regolamentazione delle emissioni di inquinanti: i governi possono adottare normative e politiche che regolamentano le emissioni di inquinanti da fonti industriali e di trasporto. Questo può includere il controllo delle emissioni delle centrali elettriche e delle industrie, il controllo delle emissioni dei veicoli e l’introduzione di standard di efficienza energetica per gli edifici.
  3. Riduzione del traffico: il traffico veicolare è una fonte importante di particolato PM2,5 nelle aree urbane. Ridurre il traffico veicolare può essere ottenuto attraverso politiche di mobilità sostenibile, come la promozione di mezzi di trasporto alternativi come la bicicletta e il trasporto pubblico, e attraverso politiche di regolamentazione delle emissioni dei veicoli.
  4. Riduzione della combustione di biomasse: in molte parti del mondo, la combustione di biomasse come il legno per riscaldamento e cottura è una fonte importante di particolato PM2,5. Ridurre la combustione di biomasse richiede l’adozione di fonti di energia più pulite e l’uso di tecnologie più efficienti per la cottura e il riscaldamento.
  5. Promuovere la vegetazione: le piante possono aiutare a ridurre la presenza di particolato PM2,5 nell’aria. Le città possono promuovere la vegetazione, come la piantumazione di alberi e la creazione di parchi, per ridurre la concentrazione di particolato nell’aria.

Per contrastare il particolato PM2,5 è necessario adottare una serie di misure per ridurre le emissioni di inquinanti, regolamentare le emissioni di inquinanti, ridurre il traffico veicolare, ridurre la combustione di biomasse e promuovere la vegetazione. Tali misure richiedono un impegno globale e la collaborazione tra governi, organizzazioni e cittadini.

Le piante da tenere in casa che depurano l’aria

Le piante sono un’ottima soluzione naturale per purificare l’aria interna, in quanto possono eliminare gli inquinanti presenti nell’aria attraverso la fotosintesi e l’assorbimento delle sostanze chimiche presenti nell’ambiente. Qui di seguito ti elenco alcune delle piante che sono particolarmente efficaci nella purificazione dell’aria:

  1. Dracaena: è una pianta resistente che elimina il tricloroetilene, il benzene, il formaldeide e il biossido di azoto dall’aria.
  2. Sansevieria: anche nota come “lingua di suocera”, è una pianta facile da coltivare e che elimina il benzene, il tricloroetilene e il biossido di carbonio dall’aria.
  3. Ficus: è una pianta d’appartamento popolare che elimina l’anidride carbonica, il benzene e il formaldeide dall’aria.
  4. Pothos: è una pianta che cresce rapidamente e che elimina il benzene, il formaldeide e il monossido di carbonio dall’aria.
  5. Aloe Vera: è una pianta nota per le sue proprietà curative che elimina il benzene e il formaldeide dall’aria.
  6. Edera Inglese: è una pianta rampicante che elimina il benzene, il formaldeide e il tricloroetilene dall’aria.
  7. Palma da dattero: è una pianta che può crescere fino a 10 metri di altezza e che elimina il biossido di carbonio e il monossido di carbonio dall’aria.
  8. Spathiphyllum: è una pianta che elimina il benzene, il formaldeide, il tricloroetilene e l’ammoniaca dall’aria.
  9. Gerbera: è una pianta dai fiori colorati che elimina il benzene e il tricloroetilene dall’aria.
  10. Areca Palm: è una pianta che elimina l’anidride carbonica, il benzene e il formaldeide dall’aria.

Oltre a queste piante, ci sono molte altre specie che possono aiutare a purificare l’aria. Tuttavia, è importante ricordare che le piante da sole non possono eliminare completamente gli inquinanti

Quali sono i pericoli del Pm2,5

Il particolato PM2,5 è un inquinante atmosferico che può avere gravi effetti sulla salute umana. Questi particolati sono particolarmente pericolosi poiché sono così piccoli da poter penetrare profondamente nei polmoni e nella circolazione sanguigna.
Ecco alcuni dei pericoli associati al particolato PM2,5:
Problemi respiratori: l’esposizione al particolato PM2,5 può causare irritazione delle vie respiratorie, tosse, sibilanza, bronchiti e asma. Inoltre, il particolato PM2,5 può aggravare le malattie polmonari esistenti, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
Problemi cardiovascolari: l’esposizione al particolato PM2,5 è stata associata ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, come l’infarto e l’ictus. Il particolato PM2,5 può danneggiare le pareti dei vasi sanguigni e causare infiammazione sistemica.
Cancro: il particolato PM2,5 è stato classificato come cancerogeno dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC). L’esposizione al particolato PM2,5 è stata associata ad un aumento del rischio di cancro ai polmoni e ad altri organi.
Effetti neurologici: l’esposizione al particolato PM2,5 è stata associata ad un aumento del rischio di disfunzioni cognitive, come la demenza e l’Alzheimer.
Effetti sul sistema riproduttivo: l’esposizione al particolato PM2,5 è stata associata ad un aumento del rischio di complicanze nella gravidanza, come la bassa natalità e la prematurità.
L’esposizione al particolato PM2,5 può causare una vasta gamma di problemi di salute, dai problemi respiratori e cardiovascolari alla comparsa di cancro e disfunzioni cognitive. Per questo motivo, è importante adottare misure per ridurre la presenza di particolato PM2,5 nell’aria e proteggere la salute umana.

Quando è nato il problema dell’inquinamento da polveri sottili? 

L’inquinamento atmosferico da particolato è un fenomeno che ha origine antropica e la cui presenza è stata riscontrata già nell’antichità, anche se in forme molto meno diffuse e meno intense rispetto a quelle attuali.

Tuttavia, l’uso massiccio di combustibili fossili e la diffusione delle attività industriali hanno dato origine a un aumento significativo delle concentrazioni di particolato nell’atmosfera, in particolare del cosiddetto PM2.5, cioè particolato di diametro inferiore ai 2,5 micron, che è ritenuto particolarmente dannoso per la salute umana.

In Europa, il fenomeno dell’inquinamento atmosferico da particolato ha avuto un’impennata a partire dall’epoca della Rivoluzione Industriale, nel XVIII-XIX secolo, con l’intensificarsi delle attività manifatturiere e la diffusione del carbone come combustibile.

Negli Stati Uniti, le prime segnalazioni di inquinamento atmosferico da particolato risalgono invece alla fine del XIX secolo, quando vennero riportati casi di nebbia nera e densa nelle grandi città industrializzate come Pittsburgh e Chicago, dovuta alla combustione di carbone nelle fabbriche e nelle centrali termoelettriche.

In generale, l’aumento delle concentrazioni di PM2.5 è diventato un problema di portata globale solo negli ultimi decenni, con l’espansione delle attività industriali e dei trasporti su scala mondiale. Oggi, l’inquinamento da PM2.5 è una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica in molte parti del mondo.

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