di Claudio Pasqua

Nel mondo del cinema, i Premi Oscar sono spesso visti come il più alto riconoscimento che un film o un professionista del settore possano ottenere. Tuttavia, negli ultimi anni, si è sviluppato un crescente dibattito sulla possibile sopravvalutazione di questi premi, sollevando questioni importanti sulla loro reale rappresentatività e influenza nel panorama cinematografico globale.

Origini e Prestigio degli Oscar

Fondati nel 1929, gli Academy Awards hanno assunto un ruolo centrale nella cultura popolare, diventando sinonimo di eccellenza nel cinema. Con una copertura mediatica globale e una lunga storia di film e talenti celebrati, gli Oscar hanno acquisito uno status leggendario.

Criteri di Selezione e Criticità

Il processo di selezione e nomina degli Oscar, gestito dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, ha spesso sollevato interrogativi. Molti critici sottolineano come le scelte dell’Academy riflettano preferenze e tendenze specifiche, che non sempre corrispondono a un vero merito artistico o innovativo. Film di genere, opere di registi stranieri, e pellicole che affrontano temi controversi o di nicchia spesso lottano per ottenere riconoscimento.

Influenza e Potere di Mercato

L’effetto degli Oscar sul mercato cinematografico è innegabile. Un film che riceve una nomination o vince un premio spesso beneficia di una maggiore visibilità e di un incremento al botteghino. Questo potere di mercato può talvolta oscurare opere di valore che non rientrano nei criteri dell’Academy.

Diversità e Inclusione

Negli ultimi anni, l’Academy è stata oggetto di critiche per la mancanza di diversità e inclusione nelle sue nomine e nelle sue file. Campagne come #OscarsSoWhite hanno evidenziato la sproporzione nella rappresentazione di etnie, generi e orientamenti sessuali, portando l’Academy a prendere misure per aumentare la diversità tra i suoi membri.

Molti sono i registi e i film di grande rilevanza artistica e culturale non hanno mai vinto un Oscar, un fenomeno che solleva interrogativi sulla rappresentatività e i criteri di selezione degli Academy Awards. Questa discrepanza tra il riconoscimento degli Oscar e il valore effettivo di certe opere nel panorama cinematografico ha spesso portato alla discussione sulla validità e l’imparzialità degli Oscar come metro di giudizio universale per il successo nel cinema.

Come non ricordare ad esempio il nostro Federico Fellini, candidato 12 volte al Premio senza mai ottenerlo. E molti dei suoi film più influenti, come “8½”, non hanno vinto premi nelle categorie principali. 

BLADE RUNNER 

Il film “Blade Runner” di Ridley Scott, oggi considerato un cult movie e un pilastro fondamentale per lo sviluppo del genere fantascientifico, ,onostante la sua importanza crescente nel mondo del cinema, specialmente dopo la pubblicazione della director’s cut nel 1991, ha ricevuto solo due nomination agli Oscar nel 1982/83: per la miglior scenografia e per i migliori effetti speciali. La colonna sonora eccezionale di Vangelis e la fotografia iperrealista di Jordan Cronenweth sono state sorprendentemente trascurate. Ridley Scott ha dovuto attendere fino al 1992 per ricevere la sua prima nomination come miglior regista per “Thelma & Louise”, seguita da altre nomination per la regia di “Il gladiatore” e “Black Hawk Down – Black Hawk Abbattuto”, e una come miglior produttore per “Sopravvissuto – The Martian”.

2001: ODISSEA NELLO SPAZIO 

Stanley Kubrick, nonostante sia noto per non aver vinto un Oscar per la regia, ha in realtà ottenuto una statuetta per gli effetti speciali di “2001: Odissea nello Spazio”. Altri suoi capolavori, come “Il dottor Stranamore” e “Arancia Meccanica”, non hanno ricevuto i premi Oscar che meritavano nonostante varie nomination. Tuttavia, il caso di “Shining” è particolarmente notevole: riconosciuto come uno dei più grandi film horror e tra i migliori lavori di Kubrick, questo adattamento del best seller di Stephen King non solo non ha vinto alcun Oscar, ma non è stato nemmeno nominato. La performance iconica di Jack Nicholson è stata ignorata, così come la regia impeccabile e innovativa di Kubrick, che includeva l’uso pionieristico della steadicam. Anche la fotografia di John Alcott e le musiche di Wendy Carlos e Krzysztof Penderecki non hanno ricevuto alcun riconoscimento.

QUARTO POTERE 

“Quarto Potere” di Orson Welles ha vinto un Oscar per la miglior sceneggiatura originale, condiviso con Herman J. Mankiewicz, ma è famoso per essere un capolavoro che non ha ricevuto il dovuto riconoscimento agli Academy Awards. Il film ha perso il premio per il miglior film contro “Com’era verde la mia valle” di John Ford. La pellicola di Welles subì un forte boicottaggio da parte di William Randolph Hearst, che si riteneva ispiratore del personaggio di Charles Foster Kane. Hearst limitò la diffusione del film attraverso i suoi mezzi di comunicazione, influenzando negativamente sia il successo commerciale che la sua ricezione agli Oscar. Nonostante ciò, “Quarto Potere” ricevette dieci nomination agli Oscar, incluso miglior film, regia, attore protagonista, fotografia, scenografia, montaggio, sonoro e colonna sonora, vincendo solo per la sceneggiatura. Curiosamente, Bernard Hermann, candidato per la musica di “Quarto Potere”, vinse quell’anno un Oscar per un altro film, “L’oro del demonio”. Welles stabilì un record unico, venendo candidato come produttore, regista, attore e sceneggiatore per lo stesso film. Con il tempo, “Quarto Potere” è diventato un punto di riferimento fondamentale per chiunque sia coinvolto nel mondo del cinema, nonostante le ostilità di Hearst e l’iniziale trascuratezza dell’Academy.

LUCI DELLA CITTÀ

“Luci della città” di Charlie Chaplin, un film che ha riscosso grande successo di pubblico e che ancora oggi colpisce e commuove, non ha ricevuto alcuna nomination agli Oscar, nonostante la sua indimenticabile interpretazione e la splendida colonna sonora firmata dallo stesso Chaplin. Il film ha vinto il National Board of Review nel 1931, ma è stato ignorato dall’Academy. Chaplin, pur non avendo mai vinto un Oscar per la miglior regia, ha ricevuto tre statuette nel corso della sua carriera: un Oscar speciale nel 1929 per “Il circo”, per la sua versatilità e genialità; un premio alla carriera nel 1972, per il suo contributo significativo al cinema; e un Oscar per la colonna sonora di “Luci della ribalta” nel 1973, un film realizzato vent’anni prima ma uscito a Los Angeles solo nel 1972, rendendolo idoneo per gli Oscar degli anni successivi. Tra i numerosi capolavori di Chaplin, l’unico ad avere ricevuto un riconoscimento significativo agli Oscar è stato “Il grande dittatore”, che ha ottenuto cinque nomination (miglior film, sceneggiatura, attore protagonista, attore non protagonista per Jack Oakie, e colonna sonora), anche se non ha vinto alcun premio

TAXI DRIVER 

Prima di vincere l’Oscar per la miglior regia nel 2007 con “The Departed – Il bene e il male”, Martin Scorsese ha avuto una relazione complicata con gli Academy Awards, caratterizzata da numerose sconfitte (cinque nomination come regista e due come sceneggiatore, senza alcun premio vinto). Una delle omissioni più eclatanti è stata nel 1977, quando il suo film premiato con la Palma d’Oro a Cannes, “Taxi Driver”, ha ottenuto solo quattro nomination agli Oscar, trascurando due categorie importanti: la regia e la sceneggiatura, quest’ultima scritta da Paul Schrader. Il film è stato nominato per miglior film, miglior attore protagonista (Robert De Niro), miglior attrice non protagonista (Jodie Foster) e miglior colonna sonora (Bernard Hermann), senza vincere in nessuna di queste categorie. È degno di nota che “Taxi Driver” di Scorsese sia stato incluso in una delle migliori selezioni di sempre per il premio al miglior film, che comprendeva film come “Tutti gli uomini del presidente” di Alan J. Pakula, “Quinto potere” di Sidney Lumet e “Rocky” di John G. Avildsen.

LA PAROLA AI GIURATI 

“La parola ai giurati”, il memorabile esordio di Sidney Lumet, è un esempio eccezionale di costruzione narrativa tesa. Il film, originariamente pensato per la televisione, trae forza dalla sua natura teatrale e claustrofobica. Nonostante le sue tre candidature agli Oscar (miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura non originale), il film non ha vinto alcun premio. Henry Fonda, pur avendo ottenuto una nomination come produttore, è stato ignorato dall’Academy per la sua intensa interpretazione. Anche la performance di Lee J. Cobb, candidato ai Golden Globes come miglior attore non protagonista, non ha ricevuto riconoscimenti agli Oscar. Sidney Lumet non ha vinto l’Oscar come miglior regista nonostante quattro nomination per diversi film, inclusi “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, “Quinto potere” e “Il verdetto”, ricevendo solo un Oscar alla carriera nel 2005.

IL LUNGO ADDIO 

“Il lungo addio” di Robert Altman è un’opera eccezionale che decostruisce il genere noir e funge da satira dei cliché di Hollywood. Nonostante la sua eccellenza, il film, interpretato da Elliot Gould e caratterizzato dalla splendida fotografia di Vilmos Zsigmond, è stato completamente trascurato dall’Academy. Questo episodio rappresenta solo una parte del rapporto complesso e spesso conflittuale tra Altman e gli Oscar: nonostante sette nomination (cinque per la regia di film come “MAS*H”, “Nashville”, “I protagonisti”, “America Oggi” e “Gosford Park”, e due come produttore di “Nashville” e “Gosford Park”), Altman non ha mai ricevuto un premio. Solo nel 2006, poco prima della sua morte avvenuta il 20 novembre dello stesso anno, ha ottenuto un Oscar alla carriera, un riconoscimento tardivo per uno dei registi più significativi e non convenzionali del cinema americano e internazionale.

MULHOLLAND DRIVE 

“Mulholland Drive”, una delle opere più rilevanti di David Lynch, ha ottenuto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes nel 2001, condiviso con “L’uomo che non c’era” di Joel e Ethan Coen, ma non ha avuto lo stesso successo agli Oscar.

Nonostante fosse stato un protagonista ai Golden Globes poco prima delle nomination agli Academy Awards, ricevendo cinque candidature in categorie chiave come miglior film drammatico, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior colonna sonora, il film non ha replicato questo exploit agli Oscar.

Lynch ha ricevuto solo una nomination per la regia, senza vincere alcun premio. In totale, il regista originario di Missoula ha ricevuto tre candidature agli Oscar (inclusi “The Elephant Man” e “Velluto Blu”), ma non è mai riuscito a vincere la prestigiosa statuetta in nessuna delle occasioni in cui è stato in lizza.

LA VITA È MERAVIGLIOSA 

Nonostante Frank Capra abbia vinto tre Oscar come miglior regista, il suo film più famoso, “La vita è meravigliosa”, non ha ricevuto alcun premio durante la cerimonia degli Oscar del 1947. Questo film, un classico natalizio ampiamente amato e frequentemente citato nella storia del cinema, ha ottenuto cinque nomination agli Oscar, tra cui miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista per James Stewart, miglior sonoro e miglior montaggio, ma non è riuscito a vincere in nessuna categoria. È interessante notare che, poco prima, Capra aveva vinto il Golden Globe come miglior regista per questo stesso film. Al momento della sua uscita, “La vita è meravigliosa” aveva ricevuto un’accoglienza relativamente tiepida sia dal pubblico che dalla critica, ma nel tempo è diventato un classico intramontabile, la cui reputazione non è stata danneggiata dalla mancata vittoria agli Oscar.

LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE  

Alfred Hitchcock, nonostante sia stato un regista di grande fama, non ha mai vinto un Oscar come miglior regista e i suoi film raramente hanno avuto successo durante la Notte delle Stelle. L’eccezione è stata “Rebecca – La prima moglie”, che ha vinto l’Oscar per il miglior film, ma Hitchcock stesso è stato nominato sei volte senza mai ricevere la statuetta.

Nel 2012, il suo film “La donna che visse due volte” è stato eletto come il miglior film della storia del cinema dalla rivista Sight and Sound, superando “Quarto potere” di Orson Welles, che deteneva il primato dal 1962. Tuttavia, al momento della sua uscita, il film di Hitchcock non ebbe successo commerciale, ricevette recensioni modeste e fu trascurato anche nella stagione dei premi del 1958/59, nonostante sia considerato un capolavoro e sia stato omaggiato da registi del calibro di Steven Spielberg, Terry Gilliam e Brian De Palma. “La donna che visse due volte” ricevette solo due nomination tecniche, per la miglior scenografia e miglior sonoro, senza vincere premi. Anche la memorabile colonna sonora di Bernard Hermann, ispirata al melodramma italiano e alla sinfonia “I pianeti (Saturno)” di Gustav Holst, non fu riconosciuta con alcuna nomination.

 

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Giornalista scientifico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, laurea in ingegneria, e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e al design Ha fondato ADI - Agenzia Digitale Italia, per la diffusione di notizie stampa su media web, radio e TV locali e nazionali Contatti Email: info@interiorissimi.it

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