Con le missioni Artemis, la NASA farà sbarcare la prima donna e la prima persona di colore sulla Luna, utilizzando tecnologie innovative per esplorare più che mai la superficie lunare.

Un sorvolo ravvicinato a meno di 100 chilometri dalla superficie della Luna: sarà questo uno dei momenti più spettacolari della missione Artemis 1 della Nasa, il volo di prova senza equipaggio che aprira’ la strada al ritorno dell’uomo sulla Luna.

Lo annunciano gli esperti dell’ente spaziale americano, nel corso di una conferenza stampa organizzata insieme all’Agenzia spaziale europea (Esa) per presentare nuovi dettagli della missione che sarebbe dovuta partire il 29 agosto dalla piattaforma 39A del Kennedy Space Center in Florida. (Aggiornamento, il lancio è stato spostato al 3 settembre) 

Al momento sono garantite tre missioni, con allunaggio nel 2024 (Artemis III), più altre tre pianificate e cinque proposte. Il Gateway non sarà operativo da subito (devono ancora essere lanciati i primi pezzi) ma probabilmente dalla quarta in poi. Gli spostamenti degli astronauti nella tratta Terra-Gateway, o comunque Terra-orbita lunare, saranno eseguiti con Orion e SLS. Per la superficie lunare sarà usato invece un mezzo privato, il cui contratto è stato vinto dalla titanica Starship di SpaceX.
 
Seguite insieme  il lancio della prima missione Artemis! Appuntamento al 3 agosto, ore 16:30   
 

 
 
 

Ma perché abbiamo la necessità di tornare sulla Luna a distanza di dicembre 1972, anno in cui l’ultimo dei 6 voli verso la Luna si concluse con la missione Apollo 17? 

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Credits NASA
La capsula Orion e la Luna Credits NASA

 

Torneremo sulla Luna per scoperte scientifiche, vantaggi economici e ispirazione per una nuova generazione di esploratori: la Generazione Artemis. Pur mantenendo la leadership americana nell’esplorazione, sarà possibile costruire un’alleanza globale ed esploreremo lo spazio profondo a beneficio di tutti.

La parola all’esperto 

Abbiamo chiesto al nostro collega giornalista scientifico de La Stampa Antonio Lo Campo, di spiegarci l’importanza di questo lancio.

Lo Campo è nella nostra redazione ed è tra i più importanti esperti di astronautica in Italia, responsabile per Interiorissimi di moduli abitativi spaziali e autore di numerosi libri sulle missioni Apollo dirette sulla Luna. 

“Il programma Artemis che riporterà esseri umani sulla Luna,  e questa volta non solo uomini ma anche donne, è costellato da novità grandi e piccole rispetto al progetto Apollo di oltre mezzo secolo fa. Innanzitutto, non sarà un progetto solo della Nasa, che è comunque capofila del programma, ma avrà un’ importante componente internazionale. Inoltre, verrà costruita una piccola stazione spaziale, il Lunar Gateway Platform, che dovrà servire come base operativa per il supporto degli equipaggi da e per la superficie lunare. E poi nell’ambito di Artemis la Nasa acquisterà molti prodotti grandi e piccoli “chiavi in mano” dall’industria privata che potrà poi venderli anche ad altri clienti, nell’ottica di fare sviluppare una nuova economia lunare”

 

corso di giornalismo scientifico

“Questo sarà solo il primo passo del ritorno all’esplorazione della Luna e più in generale allo spazio oltre la Terra.  Il programma si snoderà in una seconda fase in cui verranno costruiti avamposti direttamente sulla superficie, dove gli astronauti faranno da supporto alle macchine robotizzate che costruiranno le basi sulla superficie lunare, con veicoli automatici e le tecniche dell’additive manufactoring. Si inizierà così a costruire la prima colonia permanente, mentre nel frattempo saranno poste le basi per i primi viaggi verso Marte, per i quali la Luna potrebbe essere proprio una base intermedia, rispetto alla Terra, di partenza e arrivo”

 

 

Artemis 1 durerà complessivamente 42 giorni, per concludersi con un ammaraggio al largo delle coste della California previsto per il 10 ottobre.

Dove arriveranno le missioni umane sulla Luna?

Eccoli i 13 siti individuati dalla NASA dove far atterrare i prossimi astronauti che apriranno la nuova era spaziale. Sono tutti vicino al Polo Sud lunare. A mettere piede dopo l’ultima volta avvenuta nel 1972 dovrebbe essere una donna.

 

Una missione diversa da tutte le precedenti, in quanto gli astronauti esploreranno luoghi dove mai piede umano è stato prima e porranno i presupposti per un futuro abitativo a lungo termine. I luoghi dell’allunaggio sono stati scelti in base  alla flessibilità della finestra di lancio durante tutto l’anno. 
Oltre a considerare la disponibilità della finestra di lancio, il team composto da scienziati e ingegneri ha valutato le regioni in base alla capacità di consentire un atterraggio sicuro, utilizzando variabili tra cui pendenza del terreno, facilità di comunicazione con la Terra e condizioni di illuminazione.
Per determinare l’accessibilità, il team ha anche considerato le capacità combinate del razzo Space Launch System (vi ricordiamo la diretta del lancio su questa pagina il 29 agosto alle 14:00, info nei commenti), della navicella spaziale Orion e del sistema di atterraggio umano Starship fornito dalla compagnia privata SpaceX.
 

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Quante volte siamo stati sulla Luna?

 
In totale gli sbarchi sulla Luna delle missioni Apollo furono 6 (Apollo 11, 12, 14, 15, 16 e 17), per un totale di 12 astronauti – tutti uomini – discesi sul nostro satellite; la missione Apollo 13 non atterrò sulla Luna a causa di un incidente durante il volo e le restanti previste missioni Apollo 18, 19 e 20 furono annullate per tagli di bilancio.  
Dopo gli sbarchi del Programma Apollo, nessun essere umano ha più camminato sulla Luna. Tuttavia le missioni di sonde automatiche sono continuate e solo nel 2009-2012 la NASA ha inviato il  Lunar Reconnaissance Orbiter, che ha creato una mappa tridimensionale ad alta risoluzione della superficie e ha trasportato la sonda da impatto LCROSS. 
Tra i paesi che hanno lanciato sonde sulla Luna ricordiamo:

 

  • Il programma cinese di esplorazione della Luna.
  • Il Programma spaziale britannico.
  • Hiten (giapponese)
  • Il SELENE o Kaguya (giapponese)
  • Programma Chandrayaan (indiano)

Per approfondire 

Tra gli ultimi libri pubblicati da Antonio Lo Campo suggeriamo questi tre: 

Il Saturn V e le sue missioni. Storia, scienza e tecnologia del missile che ha fatto scendere l'uomo sulla Luna e che ha contribuito a realizzare la prima stazione spaziale americanaIl Saturn V e le sue missioni. Storia, scienza e tecnologia del missile che ha fatto scendere l’uomo sulla Luna e che ha contribuito a realizzare la prima stazione spaziale americana

Un volume uscito in concomitanza con il cinquantenario della missione Apollo 13 che decollò l’11 aprile 1970 e ammarò il 17 aprile dello stesso anno. Si trattò della missione più drammatica e avvincente dell’intero programma, che negli ultimi quattro di quei sei giorni, che sembrava non dovessero finire mai, tenne il mondo intero con il fiato sospeso e che grazie alla perizia, al sangue freddo e al coraggio dei tre astronauti e di tutti coloro che sulla Terra si prodigarono con tenacia ed ingegno per farli tornare a casa sani e salvi, si concluse felicemente.

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Operazione Luna. Storia, scienza e tecnologie delle conquiste lunari, dall'inizio dell'era spaziale alla conclusione del programma Apollo Copertina flessibile – 10 luglio 2019Operazione Luna. Storia, scienza e tecnologie delle conquiste lunari, dall’inizio dell’era spaziale alla conclusione del programma Apollo  

 
 
 

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Un racconto affascinante per aprire una finestra su una realtà mai abbastanza conosciuta, motivo di orgoglio e motore di progresso per tutti gli italiani.

 
 

 

Antonio Lo Campo 

Antonio Lo Campo, Giornalista Scientifico LA STAMPA
Antonio Lo Campo, Giornalista Scientifico LA STAMPA

Antonio Lo Campo, da 25 anni svolge attività di giornalista scientifico freelance, in particolare per il settore aerospaziale. Collabora con i quotidiani “La Stampa” e “Avvenire” e per altre testate (sia cartacee che web) di informazione scientifica e spaziale. È autore di numerosi libri, tra i quali Il ritorno sulla Luna (Chiaramonte Ed), e Professione Astronauta quest’ultimo scritto insieme al il primo astronauta italiano, Franco Malerba e il recente Spazio Made in Italy  sulla Space Economy italiana. Ha preso parte a trasmissioni in TV e radio locali e nazionali, quasi sempre come ospite esperto su temi legati ai voli spaziali, e ha collaborato ad alcune trasmissioni RAI, comprese “Viaggio nel cosmo”, di Piero Angela, e Geo & Geo. All’attività giornalistica, affianca quella di organizzatore o relatore di conferenze e convegni su temi di scienza e spazio. Ha incontrato e intervistato molti astronauti, di diverse nazionalità, compresi gli astronauti delle missioni Apollo e alcuni dei protagonisti delle prime missioni russe.

 

Nasce a Torino l’acceleratore Takeoff: oltre 21 milioni di investimenti per l’aerospazio e l’advanced hardware

 

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte. Dopo gli studi al Politecnico di Torino e un Master in Scienze della Comunicazione svolge le sue prime docenze presso la Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Nel 1998, sotto la supervisione del direttore del laboratorio modelli reali e virtuali, realizza l’opera multimediale vincitrice del Premio Compasso d’Oro Menzione d’Onore. Ha collaborato e diretto da oltre 20 anni decine di testate giornalistiche. Ha pubblicato due libri sulla comunicazione digitale di impresa ed è stato relatore di tesi al Matec – Master in Progettazione e Management del Multimedia per la Comunicazione (Torino) e all’estero (Miami, USA). Attualmente insegna comunicazione digitale e nuovi media, giornalismo scientifico e materie legate alla progettazione architettonica e alla bioarchitettura. Contatti Email: info@interiorissimi.it

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