L’architetto Elisabetta Valla tratta in un libro i temi sulla meditazione cari a Tagore e Omar Khayyam: la vita e la morte, il buio e la luce, il dolore e il sorriso, e ci porta alla radice del suo cuore e dei suoi fervidi pensieri, insegnandoci che dietro il buio c’è la luce, la speranza. Solo se sapremo accettare tutte le sfumature della variopinta vita, riusciremo a cogliere il sorriso nella lacrima e a coltivare la speranza nel cuore” Dalla prefazione di Hafez Haidar.

Dopo tanto scetticismo anche la ricerca scientifica lo conferma: l’uso delle tecniche di meditazione può prevenire e curare molte malattie. Meditare è prestare attenzione consapevole a ciò che avviene qui e ora dentro di noi. E se fino agli Anni ’50 la meditazione è stata prerogativa dei monaci oggi si estende a pratiche e tecniche molto diverse, spesso di competenza specialistica, come psicologi e formatori.

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«Un modo molto personale di “tornare a casa”, di ricordarci e ricongiungerci con la parte più profonda di noi»

C’è ancora molto che non capiamo sulla midfullness, sulla consapevolezza di noi e sulla meditazione. 

Negli ultimi due decenni, sempre più scienziati hanno studiato le tecniche di meditazione, dalle preghiera cristiana alla meditazione Trascendentale, dal mantra alle pratiche hindu come quella vedica e lo yoga: una raccolta di schemi mente-comportamentali volti ad aiutarci a coltivare la consapevolezza momento per momento di noi stessi e del nostro ambiente.

«Poesia è percepire l’incanto, sia esso di gioia o di sofferenza; è la pura energia vibrante della vita, che si manifesta in varie forme: la parola è energia, il pensiero è energia, e il corpo è lo scrigno sacro che abbiamo in questa vita».

Poesie di meditazione: il libro dell'Architetto Elisabetta VallaÈ con questo pensiero che l’autrice del libro “Poesie di Meditazione“, Elisabetta Valla, architetto originaria di Parma ma che, attualmente, vive a Reggio Emilia, descrive il senso dei versi che compongono la sua opera “Poesie di meditazione”, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore.

Già il titolo suggerisce l’attività che la poetessa pratica e insegna, ossia hatha yoga (basato su una serie di esercizi psicofisici) e meditazione. Questo «consente di intensificare il rapporto con la parola, per offrire uno spunto che sia leggero, comprensibile e trasmissibile, portabile nel corpo. Lo yoga apporta purificazione, pulisce ciò che ci impedisce di esprimerci per quello che siamo nel profondo, senza preconcetti. E la poesia fa altrettanto, per chi la scrive e per chi la sente vicina a sé». Si instaura, così, un rapporto tra parole e pensieri, poesia e meditazione, corpo e anima. «Scriviamo quello che siamo».

«Spesso – racconta Elisabetta Valla – si tende a pensare che la meditazione sia una forma di distacco dal mondo, di sospendere il pensiero. Tuttavia, diventa un modo molto personale di “tornare a casa”, di ricordarci e ricongiungerci con la parte più profonda di noi. E’ una crescita. Un percorso. Queste intuizioni hanno preso forma nelle poesie che ho scritto, in un momento in cui il mio rapporto con la meditazione era molto intimo. In parte raccontano le esperienze vissute durante la pratica, altre non avrebbero potuto essere mai trasferite sulla carte senza. L’essere nello yoga è anche accettare che cambiamo, valorizzare i nostri talenti».


«Elisabetta Valla – scrive il candidato al Premio Nobel Hafez Haidar nella Prefazione – trasmette ai nostri cuori versi di alta poesia e musicalità, intrisi di fantasia, amore e raffinata saggezza, attingendo con maestria ai colori di madre natura, sua dea ispiratrice. Ogni colore rispecchia bellezza ed armonia, fascino e mistero». Parola dopo parola, emerge il rapporto con il passare del tempo. Il senso di essere in questa vita. La prospettiva con cui si guarda all’esistenza. L’amore. La bellezza. La natura. Ma anche la morte. La variegata e talvolta imprevedibile fluttuazione dell’animo tra i pensieri, i sentimenti, le emozioni. Un senso profondo espresso attraverso la sintesi – con frasi brevi, evocative e poche parole – e la visualizzazione. «Mi piace scrivere per immagini – spiega l’autrice -. E’ il modo che ad oggi mi sembra emergere con più enfasi e chiarezza». Abitare la propria essenza diventa, dunque, l’obiettivo della parola tradotta in versi in questa opera. «Ciò che vorrei trasmettere al lettore – afferma la poetessa – è il valore dell’ascoltarsi e di lasciarsi ispirare: ognuno è creativo e può manifestarlo in infiniti modi. In ogni cosa che fa. E di sentirsi parte della Natura».

Autore: Elisabetta Valla
Editore: Aletti
Collana: I diamanti
Anno edizione: 2022

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L’autrice: Arch. Elisabetta Valla

Sono nata a Parma ma ho vissuto, studiato e lavorato in diverse città. Da che ho memoria, ho sempre sentito, seducente, il fascino delle parole: la capacità di emettere un suono come messaggero del pensiero, fare di un suono parola, è stupefacente. Nel continuo levare, e alleggerire ogni cosa, costantemente ho ricercato la parola giusta, e il linguaggio diveniva più sintetico sotto la spinta di asciugare e togliere l’inutile, il superfluo, il ridondante, per arrivare ad esprimere l’essenziale.
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Apparentemente per caso, ho trovato l’hatha yoga, e successivamente la meditazione, che ora sono il mio sguardo sulla vita, e che pratico, studio e insegno, tanta è la voglia di diffonderne la bellezza e ricchezza. La guida di maestri e studiosi di altissimo valore e la forza di testi sapienziali espressione delle più alte spiritualità universali, hanno fatto emergere con sempre maggiore chiarezza la qualità -vitale e rilevante- della mia ricerca dell’essenziale. L’esperienza di vivere nel corpo la presenza della nostra energia profonda, della potenza vibrante e divina sottesa alla vita, l’incontro, attraverso la pratica, con la Shakti, seppellita sotto la coltre degli accadimenti e delle idee, è stato un’esplosione, una vera deflagrazione interna.
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Condivido con altri questa modalità iniziale di rivelazione: tuttavia, essa è oltremodo unica e personale nel suo manifestarsi e consolidarsi in ciascuno, nel porti di fronte alla tua natura essenziale, che è unica sulla matrice comune, e farti vedere e toccare, palpabili seppure senza apparente sostanza, le varie e variegate parti di te stesso. Se scegli di proseguire, intraprendi un viaggio verso l’intimo rapporto spirituale con il profondo, con la Coscienza. Può accadere così che diventi impellente lasciarLa sgorgare, libera di esprimersi in forme prima sconosciute e recondite, che ti riempiono di stupore. Raccolgo qui, con modestia ed umiltà, ciò che ho sentito sorgere da un luogo senza confini, dal luogo dove nasce il suono che si fa parola.

Lo sapevi che… 

  • La meditazione sembra essere efficace anche su un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti CD4 T. Sono considerati il cervello del sistema immunitario perché coordinano l’attività dell’esercito di difesa quando il corpo subisce un attacco infettivo. Ma sono anche le cellule che devasta il virus Hiv, responsabile dell’Aids, indebolendo la risposta immunitaria dei pazienti.
  • Recitare l’Ave Maria in latino, secondo la scienza, fa bene alla salute. Lo affermano in un articolo del British Medical Journal i ricercatori di Pavia, Oxford e Firenze hanno studiato battito cardiaco, respirazione, irrorazione cerebrale, attivazione del sistema nervoso autonomo e hanno concluso che il rosario è una pratica di salute con risultati analoghi alla meditazione.
  • La meditazione sembra essere efficace persino contro il raffreddore: Bruce Barrett, dell’University of Wisconsin (Usa), ha studiato la meditazione su 51 individui e ha calcolato che chi fa meditazione ha una riduzione del 40-50% delle giornate lavorative perse per infezioni respiratorie acute, influenza compresa, rispetto a chi non medita. La durata della malattia è minore e i sintomi sono più lievi.

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