L’annuncio è stato dato dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante la cerimonia ufficiale tenutasi a Roma nella Sala Spadolini del Ministero. L’evento ha visto la partecipazione della giuria, presieduta da Davide Maria Desario, e dei rappresentanti delle dieci città finaliste: Alberobello (Puglia), Aliano (Basilicata), Brindisi (Puglia), Gallipoli (Puglia), La Spezia (Liguria), Pompei (Campania), Pordenone (Friuli Venezia Giulia), Reggio Calabria (Calabria), Sant’Andrea di Conza (Campania) e Savona (Liguria).
Il titolo sarà ufficialmente assegnato dal Consiglio dei Ministri attraverso una delibera, su proposta del ministro della Cultura, che recepirà la raccomandazione della Giuria di selezione. La decisione è stata comunicata con la consegna di una busta al ministro Giuli. Pordenone succederà ad Agrigento, Capitale della Cultura per il 2025, e a L’Aquila, designata per il 2026. La città vincitrice riceverà un finanziamento di un milione di euro per realizzare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura.

La motivazione della scelta
Il dossier di Pordenone propone un approccio innovativo e inclusivo alla valorizzazione culturale, combinando tradizione e contemporaneità. La strategia adottata mira a rafforzare l’identità del territorio attraverso iniziative che coinvolgono il patrimonio storico, le arti visive, il cinema e la partecipazione attiva della comunità. Un aspetto particolarmente apprezzato è la capacità di coinvolgere in modo diffuso la popolazione, reinterpretando il rapporto tra memoria, territorio e creatività.
Il progetto si distingue per l’intenzione di fare della cultura un motore di sviluppo sostenibile, con un programma articolato su tutto l’anno, pensato per attrarre un pubblico vasto e variegato. La strategia di investimento è stata giudicata solida e coerente con gli obiettivi prefissati, con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico. Inoltre, è stata valorizzata l’integrazione tra istituzioni culturali, musei, università e associazioni locali, che assicura una rete stabile e partecipativa.
Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani, non solo come fruitori, ma anche come protagonisti attivi del processo creativo. Questo elemento conferma la visione dinamica e inclusiva del progetto.
La reazione del sindaco
Il sindaco reggente di Pordenone, Alberto Parigi, ha espresso entusiasmo per il riconoscimento ottenuto, sottolineando come la città non sia solitamente presente nell’immaginario collettivo nazionale, se non per la presenza di caserme legate al servizio militare obbligatorio, per il suo tessuto industriale o per la vicinanza a Venezia. Ha evidenziato come la designazione a Capitale della Cultura abbia permesso di restituire un’immagine più autentica della città, superando stereotipi e visioni distorte.
Durante la cerimonia, ha sottolineato come questo riconoscimento rappresenti un’opportunità per Pordenone di emergere e di far conoscere la propria identità, che non si limita all’attività industriale, ma comprende anche una forte interazione tra cultura e impresa. Il progetto vincitore, secondo il primo cittadino, contribuisce a superare il dualismo tra città a vocazione culturale e città a vocazione imprenditoriale, permettendo a Pordenone e al suo territorio di esprimere pienamente il proprio potenziale culturale, finora poco valorizzato.





























