Grazie al finanziamento destinato alla riqualificazione abitativa, è possibile eseguire interventi di ristrutturazione all’interno delle case al fine di conformarsi alle normative in vigore, creare soluzioni per il risparmio energetico, migliorare il livello di comfort abitativo e migliorare il valore dell’immobile.

Il finanziamento per la ristrutturazione della casa è un tipo di prestito personale che viene utilizzato per esigenze abitative. Questo prestito può coprire vari interventi, come la sostituzione degli impianti elettrici e idraulici, l’installazione di nuovi infissi o di una caldaia a basso consumo energetico, o anche la realizzazione di un nuovo bagno. In questo articolo, ti spiegheremo come valutare le offerte di prestito disponibili sul mercato.

Meglio acquistare o ristrutturare casa? 

La dimora è considerata il rifugio per eccellenza, pertanto ha un ruolo di primaria importanza nella vita quotidiana e l’acquisto di un’abitazione principale è una componente fondamentale del risparmio degli italiani. Impiegare fondi per la ristrutturazione di un immobile richiede un investimento inferiore rispetto all’acquisto, dunque può essere finanziato con un prestito apposito. Poiché rappresenta un basso rischio per banche e istituti finanziari, questo tipo di prestito è molto popolare tra le offerte disponibili sul mercato.

Meglio il prestito o il finanziamento? 

La gestione delle ristrutturazioni è cambiata notevolmente, grazie alle nuove normative sull’omologazione degli impianti e alle certificazioni energetiche degli edifici, così come alla specializzazione delle imprese edili che si sono concentrate sulle ristrutturazioni, sfruttando anche gli incentivi pubblici. In particolare, dopo l’avvento del Superbonus 110%, sono emerse professionalità specializzate in grado di offrire servizi completi di ristrutturazione, spesso con la possibilità di finanziamento rateale incluso. Tuttavia, quando si decide di affidarsi a diverse imprese o artigiani per i singoli lavori, può essere preferibile optare per un prestito personale invece di cercare un unico finanziamento integrato.

Un prestito per la ristrutturazione permette al consumatore di selezionare i lavori che desidera effettuare e di richiedere un finanziamento per coprire il costo. Questo gli permette di scegliere la soluzione a lui più congeniale per concludere tutti gli interventi di ristrutturazione. Una volta ricevuta dall’istituto la somma richiesta, direttamente sul suo conto corrente, ne potrà disporre liberamente per saldare le ditte e gli artigiani per le rispettive realizzazioni.

Meglio prestito ristrutturazione casa o mutuo?

Il DPR 380 del 2001, noto come Testo Unico per l’Edilizia, raggruppa in un’unica raccolta la vasta legislazione riguardante gli interventi di ristrutturazione edilizia. Tale normativa prevede una suddivisione degli interventi in base alla loro entità, pertanto, si possono distinguere i seguenti tipi di interventi:

– manutenzione ordinaria
– manutenzione straordinaria
– restauro o risanamento conservativo
– ristrutturazione edilizia
– nuova costruzione
– ristrutturazione urbanistica.

È ovvio che all’aumentare dell’importanza degli interventi necessari, crescono anche i costi delle opere, pertanto, quando si decide di richiedere un finanziamento per la ristrutturazione di casa, si potrebbero avere delle perplessità su quale tra mutuo e prestito personale sia la scelta migliore. Per fare una scelta informata, è fondamentale conoscere le caratteristiche essenziali di entrambe le opzioni, che possono essere riassunte come segue:

Il finanziamento personale per la ristrutturazione dell’immobile può durare fino a 10 anni e prevede un importo massimo di € 100.000. I tassi di interesse sono simili a quelli dei prestiti personali per l’acquisto di una casa, ma più alti rispetto al mutuo ipotecario. Non sono richiesti costi notarili o peritali, e l’immobile non viene ipotecato.

Il mutuo ipotecario per la ristrutturazione dell’immobile, invece, può durare da 5 a 30 anni e prevede un importo a partire da € 40.000 fino all’80% del valore dell’immobile. I tassi di interesse sono più bassi rispetto al prestito personale, ma possono essere soggetti a costi di istruttoria e perizia significativi. Inoltre, sono richiesti costi notarili per la stipula dell’atto, oltre ad imposte per registrazione ed iscrizione ipotecaria. Infine, l’immobile viene gravato da ipoteca in favore della banca per tutta la durata del mutuo.

Vuoi ottenere un credito di ristrutturazione? Ecco come fare

Il prestito per lavori di ristrutturazione è caratterizzato dal fatto che, a differenza di interventi minori, prevede lavori importanti che possono arrivare a interessare parti strutturali degli edifici, come ad esempio i tetti. Per questo motivo, la pianificazione e la stima dei costi delle opere devono essere estremamente precise e dettagliate, in modo da definire con esattezza la spesa necessaria per il progetto. Una volta stabilito questo aspetto cruciale, sarà necessario valutare come finanziare l’intervento attraverso l’ottenimento di un prestito, ma solo se si possiedono i requisiti personali necessari, come ad esempio:

  • un reddito dimostrabile con busta paga, modello Unico o cedolino pensione;
  • non essere segnalati sulle banche dati come cattivo pagatore;
  • avere in corso o nel recente passato altri prestiti pagati regolarmente – storico -.

Qualora i requisiti siano soddisfatti e il reddito corrisponda alla richiesta, diventerà indispensabile valutare l’onere mensile dell’impegno da affrontare, avendo cura di rispettare i suggerimenti della Banca d’Italia e non superare la terza parte della paga netta mensile. Uno degli aspetti fondamentali per aumentare le possibilità di ottenere il finanziamento desiderato è prevedere con anticipo la somma massima del prestito concedibile in base alla propria situazione finanziaria e determinare la quota sostenibile. Forniti di tali informazioni, si potrà procedere alla scelta del prestito per la ristrutturazione più vantaggioso e presentare la richiesta, anche mediante canali online, con concrete possibilità di accettazione.

Prestito di ristrutturazione: quali documenti sono necessari?

In confronto ad altri tipi di prestito o finanziamento, la richiesta di un prestito finalizzato alla ristrutturazione presenta alcune peculiarità a livello documentale. Questo è dovuto sia all’importo richiesto, generalmente elevato, che alla complessa burocrazia prevista dalle normative del settore. Per richiedere questo tipo di prestito, sono necessari documenti personali come carta d’identità o patente e tessera sanitaria, buste paga, modello UNICO o cedolino pensione per le informazioni reddituali, il computo metrico, il progetto edilizio e la DIA per le informazioni immobiliari, nonché la classificazione energetica dell’immobile e i progetti esecutivi di efficientamento energetico per le questioni tecniche.

Attenzione alle offerte di finanziamento: non tutte sono favorevoli 

Non sempre il miglior affare del mercato è la scelta giusta per le esigenze individuali dei consumatori. La decisione di scegliere un prestito richiede una valutazione attentiva di molteplici fattori, poiché l’importo del prestito spesso è notevole. La comparazione di aspetti come indicati nelle schede prodotto e nei modelli SECCI è essenziale, per effettuare una scelta ben ponderata.

  • Indicatori di costo: TAN e TAEG sono importanti, specie per le lunghe durate fino a 120 mesi;
  • Totale da rimborsare: fornisce esattamente l’esborso globale che comporta richiedere il prestito e pagarlo fino all’ultima rata;
  • Flessibilità: l’opportunità di poter effettuare estinzioni parziali o sospendere il pagamento di una o più rate può fare la differenza; anche rispetto a un prodotto più economico.

Domande, dubbi? In redazione abbiamo ingegneri come L‘ing. Confortini che può rispondere a ogni vostra domanda: potete indirizzarle anche a info@interiorissimi.it

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