Quando arriva il momento di progettare l’illuminazione della casa, sono diversi gli aspetti sui quali soffermarsi.

Uno di questi riguarda la distribuzione equilibrata dei punti luce. Per gestire al meglio questo aspetto, è necessario riflettere innanzitutto sulla metratura della stanza.

Prendendo come esempio le lampadine a LED, oggi molto diffuse soprattutto per via della loro efficienza energetica, si parla di una potenza attorno ai 4W per ogni singolo metro quadro.

Anche l’altezza e l’impatto della luce naturale hanno un ruolo nella collocazione dei punti luce.

Un ulteriore criterio da considerare è quanto tempo si passa tra le mura della stanza. Nei contesti molto vissuti come il living, ha senso studiare la collocazione dei punti luce progettando un’illuminazione a più livelli.

Per darle vita si può partire dal soffitto, posizionando delle sospensioni o dei faretti (nel caso di questi ultimi è importante non esagerare, in quanto è sempre dietro l’angolo il rischio di ottenere un effetto ospedale).

A questo punto ci si concentra sulle luci d’accento, perfette per creare l’atmosfera.

Fondamentali a tal proposito sono le applique a muro (se stai pensando di acquistarle, scopri le proposte di Vivida International, uno dei brand di light design più amati), che possono essere abbinate ad altri dettagli dell’arredo, dai quadri a piccoli accessori come i cuscini.

Il passo successivo vede chi arreda concentrarsi su un’ulteriore valorizzazione attraverso lampade da tavolo, il cui design va ovviamente scelto sulla base dello stile che si ha intenzione di dare alla propria casa.

Come gestire le lampade a sospensione

Un altro capitolo da approfondire quando si parla di distribuzione dei punti luce in casa riguarda la gestione delle lampade a sospensione.

In questo caso, più che di distribuzione è essenziale parlare di distanze.

Rispetto al pavimento è bene considerare come riferimento i 2 metri. Per quanto riguarda invece i piani di lavoro o di tavoli e tavolini decorativi, è bene mantenersi attorno ai 90.

Cosa fare con le piantane?

Una distribuzione attenta dei punti luce nelle varie zone della casa deve considerare ovviamente anche le lampade da terra, o piantane.

Parliamo di una situazione dove l’adagio “Less is more” vale più che in altre situazioni.

Le lampade da terra, infatti, devono essere gestite con parsimonia in quanto hanno lo scopo di valorizzare determinati angoli di particolare pregio estetico.

Ne basta quindi una – prendiamo l’esempio del living, il cuore della casa e stanza dalle numerose funzioni – da posizionare vicino al divano o in prossimità dell’area relax.

L’importanza dell’estensione della stanza e della luce naturale

L’estensione della stanza da illuminare ha ovviamente un ruolo rilevante nella distribuzione dei punti luce in casa.

C’è una regola generale da considerare, a prescindere dal mood stilistico: se possibile, è bene collocare un punto luce ogni 4-5 metri quadri.

Ovviamente si tratta di un’indicazione che va tarata di volta in volta sulla base di aspetti come la disposizione degli arredi e il loro numero, ma è comunque utile come base generale.

Pure la già citata luce naturale è fondamentale da considerare. Quando è presente per via di una finestra ampia, è bene considerare la necessità di meno punti luce e meno intensi.

Va tenuta in considerazione pure l’esposizione della stanza. In generale, quando il locale è esposto a sud sono necessari meno punti luce rispetto alle zone della casa esposte a nord.

Focus sulle modalità di fruizione dello spazio

Riflettere su come si utilizza lo spazio è un altro aspetto di massima importanza quando si studia la collocazione dei punti luce nella stanza.

In cucina, per esempio, è opportuno concentrarsi soprattutto sul piano di lavoro e sulla zona del tavolo da pranzo, dove è opportuno posizionare rispettivamente luci brillanti e calde.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui