Le 3 leggi della robotica nacquero agli inizi degli anni quaranta, dalla mente del chimico, divulgatore scientifico e celebre scrittore di fantascienza Isaac Asimov
È ovvio che il nostro articolo è solo un pretesto per parlare di come le macchine, i software ecc sostituiranno il lavoro umano e in particolare il lavoro pratico degli Interior Designer e degli Architetti. Intanto una anticipazione: prima che le macchine possano sostituire la creatività umana ci vorrà ancora molto. Almeno mezzo secolo, anche perché economicamente non ha nessun ritorno economico. Ma intanto vediamo cosa esiste oggi nel concreto.
Molti autori di fantascienza hanno considerato l’idea che un giorno gli esseri meccanici “intelligenti”, robot appunto, potrebbero essere fisicamente, oltre che mentalmente, superiori agli umani. Questi autori spesso si chiedono cosa accadrebbe se questi esseri robotici decidessero semplicemente che gli umani non sono necessari.
Realtà aumentata, virtuale e robotica entrano nelle nostre vite, nelle nostre case grazie all’Internet of Things e all’intelligenza artificiale
Per aiutare ad alleviare questo problema, Issac Asimov già oltre 40 anni fa propose le 3 leggi della robotica, che affermano:
- Un robot non può ferire un essere umano o, attraverso l’inazione, consentire a un essere umano di subire danni.
- Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, a meno che tali ordini non siano in contrasto con la Prima Legge.
- Un robot deve proteggere la propria esistenza purché tale protezione non sia in conflitto con la Prima o la Seconda Legge.
Le 3 leggi vennero estese con una quarta legge, la ‘Legge Zero’
- 0. Un robot non può recare danno all’umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l’umanità riceva danno.
Le altre 3 leggi della robotica vengono modificate di conseguenza:
- Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. Purché questo non contrasti con la Legge Zero
- Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Legge Zero e alla Prima Legge.
- Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Legge Zero, la Prima Legge e la Seconda Legge.
L’idea di Asimov è che queste regole possano essere così profondamente radicate nel “cervello” di ogni robot realizzato, che se un robot dovesse infrangere una delle regole, il suo circuito possa essere fisicamente danneggiato in modo irreparabile. Supponendo che ciò sia tecnicamente possibile e sia stato incorporato in ogni robot realizzato, queste regole sono l’unico modo per impedire ai robot di assumere il controllo del mondo dagli umani. Avete presente il film TERMINATOR?
Elon Musk: L’intelligenza artificiale è la più grande minaccia alla nostra civiltà.
Se lo avesse detto un politico o un giornalista ci avremmo fatto una risata sopra, ma lo ha detto l’uomo più ricco del mondo che sulla intelligenza artificiale delle proprie macchine, da Tesla Motors a SpaceX ha costruito un impero. L’uomo che ha ispirato il personaggio di Iron Man, recentemente ha dichiarato che l’intelligenza artificiale va regolamentata.
Ha ragione Elon Musk: non ha infatti dichiarato che non vada utilizzata (lui è diventato ricco con il suo utilizzo e ne ha piena consapevolezza e riconoscenza). L’intelligenza artificiale per Musk è stata una risorsa, ma nelle mani sbagliate diventa una minaccia, e anche molto più pericolosa di una bomba atomica.

Elon Musk sottolinea la pericolosità dell’intelligenza artificiale e chiede ai governatori americani di regolamentare il suo sviluppo.
Consideriamo un robot fisicamente superiore agli umani. Può muoversi più velocemente, è molto più forte, non si stanca facilmente. È anche abbastanza consapevole dell’ambiente circostante tramite dispositivi sensoriali simili ai sensi umani, ma potenzialmente molto più accurati. Questi robot potrebbero comunicare tramite una rete wireless molto veloce ed essere alimentati a energia solare. Il pensiero di una macchina del genere non è così lontano, un decennio o due al massimo.
Ora consideriamo che questo robot sia stato programmato da una persona squilibrata per uccidere ogni essere umano che vede. C’è poco che un singolo essere umano possa fare per fermarlo. Un gruppo di umani potrebbe sconfiggere alcune di loro, ma gli automi avrebbero accesso a tutti gli stessi strumenti degli umani, come pistole e armi atomiche. Alla fine, se ci fossero abbastanza robot, le persone potrebbero avere poche possibilità di sopravvivenza, a meno che non fossero armate anche loro con robot amici.
L’unica area in cui gli umani avrebbero davvero il sopravvento potrebbe essere nell’intelligenza. Ma come sappiamo l’intelligenza dei nostri politici e decisori non è mai all’altezza e i robot avrebbero la capacità di adattarsi alle nuove tecniche umane.

Oggi, gli esseri umani hanno un notevole vantaggio per quanto riguarda il puro potere cerebrale rispetto a quello del silicio. Tuttavia, a causa della rapida velocità con cui aumenta la potenza dei computer, è stato ipotizzato che i supercomputer supereranno le prestazioni del cervello umano altamente parallelo in appena 20 anni. Anche considerando una stima più prudente del doppio, 40 anni non sono molti per aspettare un computer fisicamente potente come la mente umana.
Questo non vuol dire che questi computer potranno superare gli umani mentalmente. Già lo fanno in alcune settori: pensiamo al gioco degli scacchi. Gli esseri umani avrebbero ancora la capacità di “pensare” diversamente dall’intelligenza artificiale. Tuttavia, dato un buon programma che consenta ai robot di adattarsi a nuove situazioni e la pura potenza di elaborazione di queste macchine, gli esseri umani avrebbero un netto svantaggio. Un gran numero di macchine come queste potrebbero facilmente assumere il controllo.
Quindi, consideriamo cosa succederebbe se l’uomo potesse creare un computer “intelligente” più o meno modellato sugli umani. Potrebbe essere “consapevole” della sua esistenza, avere un “desiderio” di sopravvivere, un desiderio di “riprodursi” ed essere in un guscio meccanico che è fisicamente superiore agli umani. Questo computer potrebbe non essere “cosciente”, né deve avere un'”anima”. Deve solo essere programmato con queste e altre caratteristiche. Questo computer conoscerà le sue capacità e quelle dell’uomo, e conoscerà anche le debolezze.

Questi computer, come unità collettiva, potrebbero decidere che gli esseri umani stanno ad esempio danneggiando il Pianeta Terra. Se loro (i robot) sopravviveranno per un certo periodo di tempo, gli umani potrebbero essere rimossi. Per dirla senza mezzi termini, se ciò accadesse, saremmo fregati.
Sebbene l’idea di robot pensanti, o anche non pensanti, che si impadroniscano della Terra possa sembrare inverosimile, l’idea di robot programmati per essere dannosi non lo è. Anche la capacità di un robot di uccidere poche persone dovrebbe essere un problema.
È qui che entrano in gioco le 3 leggi della robotica di Asimov. La prospettiva di codificare queste leggi così profondamente in questi robot di cui parla Asimov può essere tecnicamente difficile da ottenere, ma se lo vogliamo ci sarà un modo per implementare qualcosa di simile. In questo modo si assicura che i robot siano controllabili dall’uomo, piuttosto che il contrario.
Una preoccupazione delle leggi di Asimov è che questi robot “schiavi” potrebbero creare fisicamente altri robot in cui le leggi non siano incorporate nei loro circuiti. Secondo le tre leggi non sarebbe possibile, dal momento che questi robot non potrebbero avere il “desiderio” di creare robot che potrebbero potenzialmente danneggiare gli esseri umani. Se lo facessero, secondo la prima legge di Asimov, sarebbero danneggiati a loro volta. Sapendo che sarebbero stati danneggiati, non potevano andare fino in fondo, perché ciò violerebbe la terza legge.
Il problema più grande delle 3 leggi della robotica di Asimov, tuttavia, è che possono essere completamente efficaci solo se ogni robot o computer è profondamente radicato in queste leggi. La prospettiva che alcuni umani creino un robot che non rispetti le leggi di Asimov è motivo di vera preoccupazione, tanto quanto la preoccupazione degli umani che creano qualche altra arma di distruzione di massa. Pensate ad esempio che i robot non saranno impiegati in ambito militare per uccidere altri uomini?
Non c’è modo di impedire agli umani di uccidersi, indipendentemente dagli strumenti che hanno a loro disposizione. Sicuramente ci dovrebbero essere sanzioni severe per la persona che tenta di creare un robot senza queste leggi. Ma questo non risolve il problema. Soprattutto perché ci saranno sempre governi che creeranno robot in grado di uccidere persone.
L’importanza delle leggi di Asimov è comunque chiara. Un computer leggermente squilibrato e mentalmente più potente di un essere umano potrebbe creare un computer ancora più potente e squilibrato molto più velocemente di quanto gli umani potrebbero creare qualcosa in difesa. Implementando le leggi di Asimov, un computer squilibrato non potrebbe esistere. E un computer “buono” creerebbe solo altri computer “buoni” e migliori.
I designer hanno qualcosa da temere dall’ondata di robot utilizzati nell’interior design?
Abbiamo visto come gli architetti sperano di utilizzare i robot per fabbricare edifici, ma ci sono altre applicazioni per le macchine nella progettazione? Alla Cornell University, ad esempio, un professore insegna ai robot come organizzare le stanze.
RoboFold è un insieme di bracci robotici, normalmente utilizzati nella produzione di automobili, che possono piegare il metallo in mobili. Sviluppate dal designer britannico e appassionato di metallo piegato Gregory Epps, le macchine piegano delicatamente l’alluminio proprio come gli origami. Le braccia giganti, guidate dalle informazioni di modellazione 3D realizzate in Rhino, creano forme che altrimenti sarebbero quasi impossibili, poiché RoboFold si piega lungo le curve invece delle tradizionali linee rette. La tecnica di piegatura riduce gli sprechi di materiale.
Intanto alla Boston Dinamics i robot si allenano con il parkour…
SIETE INTERESSATI AGLI ARGOMENTI DI INTERIORISSIMI?
Interiorissimi è una rivista gratuita rivolta al mondo del design e dell’Interior Design. Aiutateci a offrire sempre nuovi contenuti mettendo “Like” o un commento sui nostri social”:
Facebook: @Interiorissimi
Instagram: @interiorissimi
Linkedin: https://www.linkedin.com/company/77026584
Twitter: https://twitter.com/interiorissimi
Se desiderate inviarci una richiesta o pubblicare su Interiorissimi, scrivete a info@interiorissimi.il






























