Sono oltre 750mila le abitazioni e gli immobili che versano in stato di abbandono. Sono ville, palazzi, edifici ecclesiastici, strutture industriali, e circa 1.700 stazioni oltre a strutture pubbliche come caserme, ospedali e sanatori inutilizzati.

Sono abitazioni e palazzi che dovrebbero ricevere nuova vita e recuperati nell’ottica delle smart Cities.- 

Sono dati Istat e provengono dall’ultimo  convegno “Obiettivo Social & Smart City” organizzato a Milano da Aspesi, l’Associazione nazionale tra le società di promozione e sviluppo immobiliare.

Non c’è una legge: mancano gli strumenti legali per mettere nella condizione gli operatori immobiliari e le stesse amministrazioni. «Ad oggi non abbiamo ancora in Italia una norma volta a promuovere e semplificare la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente – ha dichiarato il presidente Aspesi Federico Filippo Oriana –. Per questo motivo Aspesi ha deciso di dedicare un grande evento al confronto tra istituzioni e operatori privati con lo scopo di individuare un percorso che possa rispondere in maniera efficiente alle problematiche relative al fabbisogno abitativo e, al tempo stesso, a quelle di riqualificazione dei patrimoni e dei territori da rigenerare anche in chiave sociale».

Importante il social housing. Paola Delmonte, chief business development officer di Cdp (Cassa depositi e prestiti) ha illustrato il quadro della situazione del programma nazionale e delle politiche di sostegno: «Il mondo che ruota intorno al social housing (che include anche lo student housing) muove circa 3miliardi di euro, di cui 2 allocati nel fondo nazionale. Di questi oltre la metà sono destinati a 214 progetti – di cui 130 già realtà concrete, con 6000 alloggi e 3mila posti letto (il 10% destinato a 12 strutture di student housing). L’84% di questi interventi sono di brownfield».

Quante case abbandonate ci sono in Italia?

Ville, manicomi, castelli e discoteche: viaggio nell’Italia abbandonata

Repubblica ha pubblicato un elenco delle località più celebri ma ovviamente sono solo la punta dell’Iceberg

  • Villa Zanelli, Liguria.
  • Il castello dell’Artista, Lombardia.
  • Palazzo Athena, Lombardia.
  • La cappella del contadino, Veneto.
  • Discoteca medievale, Toscana.
  • Palazzo di Gaia, Emilia Romagna.
  • Il manicomio di Q, Liguria.

Sono oltre 750mila le abitazioni e gli immobili che versano in stato di abbandono. Sono ville, palazzi, edifici ecclesiastici, strutture industriali, e circa 1.700 stazioni oltre a strutture pubbliche come caserme, ospedali e sanatori inutilizzati.

Sono abitazioni e palazzi che dovrebbero ricevere nuova vita e recuperati nell’ottica delle smart Cities.-

Sono dati Istat e provengono dall’ultimo  convegno “Obiettivo Social & Smart City” organizzato a Milano da Aspesi, l’Associazione nazionale tra le società di promozione e sviluppo immobiliare.

Non c’è una legge: mancano gli strumenti legali per mettere nella condizione gli operatori immobiliari e le stesse amministrazioni. «Ad oggi non abbiamo ancora in Italia una norma volta a promuovere e semplificare la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente – ha dichiarato il presidente Aspesi Federico Filippo Oriana –. Per questo motivo Aspesi ha deciso di dedicare un grande evento al confronto tra istituzioni e operatori privati con lo scopo di individuare un percorso che possa rispondere in maniera efficiente alle problematiche relative al fabbisogno abitativo e, al tempo stesso, a quelle di riqualificazione dei patrimoni e dei territori da rigenerare anche in chiave sociale».

Importante il social housing. Paola Delmonte, chief business development officer di Cdp (Cassa depositi e prestiti) ha illustrato il quadro della situazione del programma nazionale e delle politiche di sostegno: «Il mondo che ruota intorno al social housing (che include anche lo student housing) muove circa 3miliardi di euro, di cui 2 allocati nel fondo nazionale. Di questi oltre la metà sono destinati a 214 progetti – di cui 130 già realtà concrete, con 6000 alloggi e 3mila posti letto (il 10% destinato a 12 strutture di student housing). L’84% di questi interventi sono di brownfield».

Ville, manicomi, castelli e discoteche: viaggio nell’Italia abbandonata

Repubblica ha pubblicato un elenco delle località più celebri ma ovviamente sono solo la punta dell’Iceberg

  • Villa Zanelli, Liguria.
  • Il castello dell’Artista, Lombardia.
  • Palazzo Athena, Lombardia.
  • La cappella del contadino, Veneto.
  • Discoteca medievale, Toscana.
  • Palazzo di Gaia, Emilia Romagna.
  • Il manicomio di Q, Liguria.

Come si può comprare una casa abbandonata?

Per accaparrarsi la proprietà di una casa abbandonata è possibile utilizzare una classica compravendita, ma è necessario risalire al nome del legittimo proprietario. Lo si può fare con una ricerca nei registri degli immobili consultando i dati dell’Ufficio del Territorio dell’Agenzia delle Entrate in modo da conoscere il nome del proprietario della casa e soprattutto essere sicuri che sia ancora vivo, e in tal caso se la casa è passata di proprietà ad eredi

Altra soluzione per prendere  possesso di una casa abbandonata (gratis oltretutto) è quella dell’usucapione 

Questo particolare cavillo legale scatta nel momento  in cui, passati 20 anni di , tempo necessario per legge perché scatti l’usucapione su una casa, rivolgersi al Tribunale di competenza perché riconosca l’usucapione e quindi il passaggio della proprietà.

Avviene quando si entra in una casa abbandonata, la si abita, e si eseguono lavori di ristrutturazione. Passati 20 anni di continuo utilizzo ci si può rivolgere al Tribunale di competenza perché riconosca l’usucapione e quindi il passaggio della proprietà.

Acquistare una casa a 1 euro

Sembra incredibile ma grazie a una iniziativa di alcuni comuni italiani è partito il progetto Case a 1 euro che ha come obiettivo di contrastare l’abbandono di case in aree difficili. In questo modo si cerca di ripopolare bellissimi borghi abbandonati sopratutto dai più giovani per far rivivere loro una nuova vita- 

Su idealista potete visionare alcune di queste case sulla mappa della penisola.

Come ottenere una casa a 1 euro?

Chi è proprietario offre l’abitazione di cui è possessore al Comune per rivender a un prezzo simbolico di 1€. La compravendita avviene sempre tra privati.

Le garanzie da rispettare (in breve) 

  • Predisporre un progetto per la ristrutturazione e rivalutazione dell’immobile entro un periodo deciso dal comune (di solito 1 anno, talvolta 48 mesi) dall’acquisto.
  • Coprire le spese notarili per la registrazione, le volture e l’accatastamento.
  • Ottenuti i permessi i lavori devono partire entro il tempo che viene deciso dal comune.
  • A garanzia il comune chiede a chi acquista di firmare una polizza fideiussoria di una cifrai indicativa tra 1000 e 5000 euro che scade a fine lavori.

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