Di Piero Luigi Carcerano

Rainer Maria Rilke (1875-1926) è stato uno dei più influenti poeti della letteratura tedesca ed europea del XX secolo. La sua opera, caratterizzata da un profondo senso di introspezione e un’attenzione attenta alle sfumature della vita e dell’esistenza umana, ha avuto un impatto significativo sulla poesia moderna. Rilke, con la sua ricerca di una parola poetica che potesse esprimere l’intimità estranea tra l’essere umano e il mondo, si distingue come una figura poetica che ha posizionato se stesso in una posizione unica nella storia della letteratura.

Rainer Maria Rilke: L’artista della parola e dell’intimità estranea

Rainer Maria Rilke è una figura poetica di grande importanza nella storia della letteratura. Nato in una famiglia borghese a Praga nel 1875, Rilke iniziò la sua carriera letteraria come poeta simbolista, influenzato da autori come Charles Baudelaire e Paul Verlaine. Tuttavia, la sua ricerca poetica lo portò ad abbracciare una visione più ampia e innovativa dell’arte e della poesia.

La poetica di Rilke è caratterizzata da una profonda riflessione sulla natura umana, l’amore, la morte e la trascendenza. La sua opera si distingue per una particolare attenzione alle sfumature delle emozioni e alla complessità dell’esistenza umana. Rilke cercava di andare oltre le convenzioni letterarie e di esplorare nuove forme espressive che potessero catturare l’intimità estranea che lega l’essere umano al mondo.

Piero Carcerano 

Nel contesto della sua epoca, Rilke si posiziona come un poeta che rompe con la tradizione simbolista e apre nuove strade nella poesia moderna. Mentre molti poeti dell’epoca si concentravano sulla soggettività e sull’espressione emotiva, Rilke cercava di raggiungere un livello di oggettività e di distacco per poter cogliere l’essenza delle cose nella loro purezza e concretezza.

Alcune  opere principali di Rilke:

“Le Elegie Duinesi” (Duineser Elegien): Questa collezione di dieci elegie liriche, pubblicata nel 1923, rappresenta uno dei punti culminanti della poesia di Rilke. Le Elegie Duinesi esplorano profondamente temi come l’amore, la morte, la solitudine e la ricerca spirituale, offrendo una riflessione intensa sulla condizione umana.

“Sonetti a Orfeo” (Sonette an Orpheus): Pubblicati insieme alle Elegie Duinesi, i Sonetti a Orfeo sono una raccolta di sonetti che traggono ispirazione dal mito di Orfeo. Questi versi celebrano la forza creativa dell’arte e l’interconnessione tra la vita e la morte.

“Lettere a un giovane poeta” (Briefe an einen jungen Dichter): Una serie di dieci lettere scritte da Rilke a un giovane aspirante poeta. Queste lettere, pubblicate postume nel 1929, offrono saggezza e consigli sulla scrittura, sulla creatività e sulla vita artistica, rappresentando una guida preziosa per gli artisti emergenti.

Piero Carcerano

Esplorando le profondità dell’animo umano attraverso la poesia

La sua ricerca poetica si intreccia con una profonda riflessione sull’arte e sulla creatività. Rilke era un fervente sostenitore della necessità di un approccio contemplativo all’arte, che consentisse al poeta di immergersi nelle profondità dell’esistenza umana e di svelare i misteri della vita. La sua poetica si ispirava anche all’arte visiva, in particolare alla pittura di artisti come Paul Cézanne, che rappresentavano una svolta formale e concettuale nell’arte dell’epoca.

Rilke si distingue anche per la sua attenzione al mondo orientale e alla filosofia zen. I riferimenti all’haiku e alla sua estetica di semplicità e immediatezza rivelano l’influenza del pensiero orientale sulla sua poetica. Rilke cercava di cogliere l’essenza delle cose attraverso la riduzione dell’io e l’adozione di uno sguardo passivo e non giudicante, in sintonia con la filosofia zen.

Il suo contributo alla poesia moderna si manifesta anche nel suo stile linguistico e nella sua ricerca di una lingua poetica più autentica. Rilke era attento alla scelta delle parole e alla loro disposizione nel testo, cercando di creare un ritmo e una musicalità che potessero comunicare l’essenza delle cose. La sua scrittura è caratterizzata da una precisione e da una cura meticolosa nella scelta delle parole, che riflettono la sua ricerca di un linguaggio che potesse dire le cose nella loro ostinata presenza. 

Piero Carcerano

Alla ricerca di una parola poetica autentica: l’ispirazione di Rilke dall’haiku e la pittura di Cézanne

L’interesse di Rilke per l’haiku (forma poetica tradizionale giapponese caratterizzata dalla brevità e dalla capacità di catturare un momento di esperienza nella natura) e il suo impatto sul suo progetto poetico possono essere compresi attraverso il contesto delle sue riflessioni sulla pittura di Cézanne. Rilke considerava il modo di dipingere di Cézanne come un “lavoro anonimo” in cui le cose potevano “dirsi” senza interferenze soggettive. Questo richiedeva uno sguardo neutrale e passivo, libero da giudizi e sentimenti, che potesse cogliere le cose nella loro realtà immediata. Questo approccio influenzò profondamente la visione di Rilke sull’arte e lo spinse a cercare una modalità simile di “dire le cose” nella sua poesia.

Rilke cercava di superare l’approccio soggettivo che caratterizzava gran parte della poesia tradizionale e di creare una parola poetica che fosse uno spazio puro in cui le cose potessero manifestarsi nella loro alterità irriducibile. Questa parola doveva essere liberata dal peso dell’io e aperta all’esperienza diretta delle cose stesse. Rilke vedeva nella parola poetica un mezzo per celebrare la concretezza delle cose, la loro presenza effimera e il movimento interno che le anima, inclusa la morte che fiorisce in ogni forma di vita.

Piero Carcerano

La ricerca di Rilke per una parola poetica adatta a questo scopo lo portò a desiderare una lingua più interna e profonda, una lingua fatta di parole-noccioli, essenziali e prive di orpelli. Questa lingua dovrebbe essere in grado di dire le cose nella loro immediata presenza, senza tradurle o definirle, ma lasciandole apparire nel loro essere. La parola poetica di Rilke doveva essere capace di cogliere il silenzio e l’assenza, di lasciare emergere l’invisibile che permea il visibile, e di condividere il “segreto” della vita e della morte che si manifesta nelle cose.

Gli haiku, con la loro brevità e capacità di cogliere un momento di visibilità nella natura, offrivano a Rilke un esempio di come la parola poetica potesse raggiungere questi obiettivi. Nell’haiku, Rilke trovava un “linguaggio dell’assenza” in cui il visibile e l’invisibile si intrecciavano, e che consentiva alle cose di significare l’invisibile. L’haiku, come l’arte di Cézanne, riusciva a “salvare” le cose, a preservarle nella loro essenza, e a comunicare quel “segreto” che unisce la vita e la morte.

L’approccio di Rilke all’haiku e alla pittura di Cézanne influenzò profondamente il suo modo di concepire la parola poetica e il suo progetto di “dire le cose”. L’obiettivo di Rilke era quello di creare una poesia che potesse trasmettere l’intimità estranea che lega l’essere umano alle cose, una poesia che fosse uno spazio in cui le cose potessero manifestarsi nella loro pura alterità.

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