Sargomma vola da Torino a Dubai con il progetto SKIN: una “pelle” in silicone rigenerato destinata ai rivestimenti di interni ed esterni architettonici che coniuga arte, design e sostenibilità

Dall’8 al 12 novembre il prototipo del progetto SKIN sarà presentato alla fiera internazionale Downtown Design in un corner immersivo.

Da Torino a Dubai per far conoscere SKIN, una “pelle” in silicone rigenerato, un progetto nel segno della sostenibilità. Dall’8 al 12 novembre Sargomma, sarà presente con SKIN, nato in collaborazione con l’artista Alessandro Ciffo durante il lockdown, alla fiera Downtown Designla prima e unica manifestazione del Medio Oriente dedicata al settore del design – presso il Dubai International Convention and Exhibition Centre (DICEC). Sargomma è infatti stata selezionata, tramite CONFAPI, insieme ad altre 19 realtà dall’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e potrà presentare SKIN all’interno del prestigioso padiglione Italian Interiors (stand A01-09). Un grande traguardo, questo, per l’azienda torinese che vanta 40 anni di esperienza nella produzione e commercializzazione di componenti tecnici in gomma e materie plastiche, che vede approdare in una vetrina internazionale come quella di Dubai il neonato progetto SKIN, esposto per la primissima volta al Fuorisalone milanese lo scorso settembre. SKIN è una vera e propria “pelle” destinata ai rivestimenti di interni ed esterni di qualunque dimensione e forma, dotato di caratteristiche uniche di resistenza, durevolezza, sostenibilità e con infinite possibilità di personalizzazione. Il tutto in perfetta sintonia con il tema di Expo 2021 “Connecting Minds, Creating the Future”, ovvero collegare menti e professioni per creare il futuro. Partendo dalla propria esperienza nel settore, Sargomma con Alessandro Ciffo hanno applicato il silicone a sistemi di copertura per l’architettura, senza tralasciare l’aspetto della circolarità delle materie prime e con infinite opportunità di applicazione.

Sargomma skin

Il prototipo del progetto, che testimonia già su piccola scala le potenzialità del concept in termini di innovazione e applicabilità, viene presentato per l’occasione sotto forma di tendaggi: un sipario che si alza scoprendo un nuovo mondo, un’apertura verso nuovi confini e progettazioni, dove la materia e i colori sono i protagonisti e l’uomo rimane sempre al centro.  All’interno dello stand il pubblico potrà, infatti, entrare in contatto con SKIN, iI silicone a differenza dei materiali compatti e solidi come resina e plastica, suggerisce la morbidezza e il calore di un tocco umano, stabilendo una relazione con gli spettatori che diventano protagonisti grazie alla sua caratteristica “look & feel”. I visitatori, muniti di visori per la realtà virtuale, potranno vivere un’esperienza immersiva a 360°: una volta entrati nell’universo SKIN verranno proiettati nello scenario desertico di Dubai dove una skyline si ergerà davanti a loro, per poi essere avvolti da una colata di silicone liquido che li riporterà alla realtà.

SKIN prende vita dal contrasto tra arte e scienza, bellezza e performance; sfrutta l’elasticità e la durevolezza del silicone per stabilire una connessione tra le persone e gli edifici che si trasformano in vere e proprie opere d’arte. Un rivestimento inedito, che rompe i confini della tradizione attraverso una tecnica innovativa, capace di inglobare nel gesto artistico la struttura ingegneristica.

Ma Sargomma e Alessandro Ciffo hanno voluto anche porre estrema attenzione agli aspetti connessi alla sostenibilità del progetto. SKIN, infatti, lavora con materie prime seconde da riuso, senza tralasciare la scelta dei pigmenti in relazione all’ambiente di applicazione. Il progetto, infatti, è rafforzato dalla volontà di riutilizzare gli scarti di lavorazione industriale, in combinazione con materie prime vergini. In particolare, gli scarti sono ottenuti dalla macinazione di stampi prototipali in silicone platinico (non tossico), a fine vita, il tutto seguendo i principi dell’economia circolare. SKIN, dunque, non solo riutilizza e ricicla prodotti di scarto, ma li converte in un materiale ad alto valore sociale-culturale: una filosofia, dunque, di upcycling e non solo di recycling. SKIN è quindi la sintesi perfetta tra industria, arte ed ecologia, la dimostrazione di come la salvaguardia del nostro patrimonio naturale possa integrarsi perfettamente con una disciplina – il design – che promuove il connubio tra estetica e funzionalità, applicandolo su scala industriale.

Comunicato stampa 

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