Affrontare un trasloco può essere un’esperienza molto stressante, soprattutto quando la famiglia è numerosa e ci sono dei bambini. Non bisogna però perdersi d’animo e, anzi, cogliere questa occasione per coinvolgere anche i più piccoli nel trasferimento nella nuova casa. Gli esperti de La Margherita – azienda milanese leader nell’ambito degli sgomberi e dei traslochi – spiegano come fare.

Un trasloco è un momento di grande cambiamento nella vita, indipendentemente dai motivi che spingono a compiere questa scelta. Quando poi ci sono di mezzo dei bambini, l’evento sembra ancora più difficile da affrontare. Tuttavia, non tutti i mali vengono per nuocere e, anzi, mettendo in pratica alcuni semplici accorgimenti è possibile trasformare il trasloco in una preziosa occasione per trascorrere del tempo di qualità insieme alla propria famiglia, inclusi i più piccoli.

Ecco 10 consigli da sapere per un trasloco con i più piccoli senza stress  

1. Parlare con i bambini del cambio casa
2. Coinvolgere i più piccoli nelle fasi del trasloco
3. Far conoscere la nuova abitazione che si andrà a occupare
4. Fargli disegnare l’arredo o i percorsi per la nuova casa
5 Celebrate l’addio dalla vecchia casa con un piccolo rituale (es. scrivere una letterina ai nuovi ospiti)
6. Dare priorità alla cameretta del vostro o dei vostri bambini
7. Mantenere le regole quotidiane anche durante il trasloco
8. Continuare almeno per i primi tempi a frequentare la vecchia zona
9. Intraprendere nuove amicizie nella nuova zona
10. Aiutarli ad ambientarsi ad esempio facendogli decorare la cameretta o invitando i suoi vecchi amici

Come spiegano i professionisti de La Margherita, azienda milanese punto di riferimento per sgomberi e traslochi, i bambini possono diventare preziosi alleati durante un trasloco: la cosa importante è non ignorarli o spazientirsi per la loro presenza a causa delle tante faccende da sistemare, ma al contrario coinvolgerli attivamente nel lavoro.

Per farlo, bisogna innanzitutto tenere conto dell’età dei piccoli: se un bambino ha meno di due anni, per esempio, difficilmente potrà rendersi utile e, di conseguenza, la decisione più saggia consiste nell’affidarlo ad altre persone durante le fasi più intense del trasloco. Intorno ai 5-6 anni, invece, le cose cambiano notevolmente: non si ha più di fronte un piccolo completamente dipendente, ma un adulto in miniatura in grado non solo di svolgere alcune attività in autonomia, come per esempio portare i propri giocattoli in uno scatolone, ma anche di esprimere idee, preferenze e consigli, magari sulla disposizione dei mobili o sull’arredo della propria cameretta.

I bambini devono essere coinvolti nel trasloco anche emotivamente: bisogna dunque prendersi il tempo necessario per spiegare loro i vantaggi del trasloco ma anche, una volta terminato, per riprendere la propria routine quotidiana, che magari sarà diversa ma che per i più piccoli è sempre molto importante.

Per riuscire a coinvolgere al meglio i bambini nel trasloco e completare l’operazione senza troppo stress, la scelta migliore rimane comunque quella di affidarsi a una ditta specializzata – come La Margherita – in grado di compiere il lavoro con la massima rapidità ed efficienza e senza stress

Fonte: Carmine Fabrizio
Responsabile pubblicazioni – Kotuko
 Per approfondire https://www.milanosgomberi.it/traslochi-milano

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