Di Claudio Pasqua

Restructura, un faro per l’innovazione e la sostenibilità

Alla fine del 2024, Restructura si conferma un evento imprescindibile per il mondo dell’edilizia, dell’architettura e della sostenibilità. In un contesto globale segnato da sfide climatiche, urbanistiche e tecnologiche, questa manifestazione rimane un laboratorio di idee e una piattaforma di confronto per delineare il futuro del costruire. Restructura non è solo un luogo d’incontro per professionisti e accademici, ma una piattaforma per mettere a sistema tradizione e innovazione, offrendo risposte concrete per affrontare le sfide del patrimonio edilizio italiano.

Nel cuore di questa riflessione si inserisce il contributo dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (INBAR ETS), che a Restructura ha portato avanti una visione integrata della sostenibilità applicata all’architettura e all’urbanistica, dimostrando come la bioarchitettura possa rispondere concretamente alle urgenze del nostro tempo.

L’Istituto di Bioarchitettura a Restructura: un approccio Mmultidisciplinare

La partecipazione dell’INBAR ETS a Restructura 2024 si è distinta per un programma articolato, che ha approfondito temi come il recupero del patrimonio edilizio, la sostenibilità e l’innovazione tecnologica. Attraverso workshop, mostre e seminari, l’Istituto ha promosso un dialogo trasversale, ponendo al centro il valore della bioarchitettura.

Punti chiave del programma

  • Mostra del Trentennale: Un’esposizione celebrativa che ha ripercorso i trent’anni di attività dell’Istituto, evidenziando i progetti che hanno contribuito a migliorare la qualità della vita e a promuovere il rispetto per l’ambiente.
  • Seminari e Workshop: Approfondimenti sull’utilizzo di materiali naturali, l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi edilizi e i benefici della progettazione industrializzata.
  • Formazione e Cultura della Sostenibilità: L’Arch. Anna Carulli, presidente dell’INBAR ETS, ha ribadito l’importanza di una formazione trasversale per il sistema paese, capace di rendere la bioarchitettura un pilastro culturale e professionale.

Tavola rotonda: una visione olistica per il futuro delle città

La tavola rotonda conclusiva, intitolata “Il Patrimonio Edilizio Italiano: Ambiente, Innovazione e Formazione”, è stata moderata dall’Arch. Piero Luigi Carcerano, che ha saputo connettere i diversi interventi, mantenendo sempre una visione olistica del tema. Il dibattito è partito dalle conflittualità ideologiche e pratiche legate al vissuto delle periferie urbane, per evolversi verso un’immaginazione collettiva di un futuro sostenibile per le città italiane.

I contributi

  1. Arch. Anna Carulli: Ha sottolineato come la bioarchitettura possa diventare uno strumento di rigenerazione sociale e ambientale, trasformando le periferie in spazi di inclusione e sostenibilità.
  2. Arch. Piero Luigi Carcerano: Ha introdotto esperienze internazionali di rigenerazione urbana, adattabili al contesto italiano, mostrando come il design sostenibile possa valorizzare il patrimonio edilizio.
  3. Ing. Laura Ciuffi: Ha discusso soluzioni tecnologiche per migliorare la resilienza delle periferie urbane, con particolare attenzione all’uso di materiali innovativi e sistemi costruttivi industrializzati.
  4. Prof. Carlo Ostorero: Ha esplorato il tema del design tecnologico dei sistemi costruttivi industrializzati, evidenziando come la digitalizzazione e l’integrazione dei componenti possano favorire interventi più efficienti e sostenibili.
  5. On. Avv. Gianpiero Trizzino: Ha proposto un quadro legislativo capace di incentivare la rigenerazione urbana, favorendo l’adozione di pratiche sostenibili e innovative.
  6. Arch. Carla Calvino e Arch. Federico Morchio: Hanno sottolineato il ruolo delle certificazioni ambientali e della formazione professionale nel garantire progetti di alta qualità e sostenibilità.
  7. Dott. Antonio Scopelliti e Ing. Lorenzo Lustri: Scopelliti ha affrontato il tema della gestione economica del territorio, sottolineando come la sostenibilità non possa prescindere da una pianificazione integrata e attenta alle risorse locali. Scopelliti ha posto l’accento sulle strategie di rigenerazione che coniugano efficienza energetica e sostenibilità sociale, delineando un modello operativo replicabile.

Un futuro sostenibile per le città

Grazie alla moderazione dell’Arch. Carcerano, la tavola rotonda ha dimostrato come sia possibile immaginare un futuro sostenibile per le città italiane senza mai perdere di vista la complessità del tema. La discussione ha portato alla luce che:

  • Le periferie urbane possono trasformarsi in motori di innovazione, se affrontate con un approccio olistico che integri architettura, urbanistica e sostenibilità.
  • La bioarchitettura è una chiave fondamentale per rendere le città più resilienti e rispettose dell’ambiente, favorendo al contempo l’inclusione sociale.
  • La formazione è indispensabile per creare una nuova generazione di professionisti e sensibilizzare i cittadini verso una cultura del costruire consapevole.

Verso un modello Integrato di Sviluppo Urbano

La tavola rotonda ha concluso Restructura 2024 con un messaggio forte e chiaro: il futuro del patrimonio edilizio italiano e delle città passa attraverso un approccio integrato che metta insieme sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e formazione. Grazie al contributo dei relatori e alla visione dell’Arch. Anna Carulli e dell’Arch. Piero Luigi Carcerano, è emersa una prospettiva che unisce tradizione e innovazione, creando un equilibrio tra esigenze sociali, economiche e ambientali.

Restructura si conferma come un laboratorio di idee, un punto di riferimento per costruire città più inclusive, resilienti e sostenibili. Un futuro migliore per le nostre città è possibile, e inizia con il dialogo e la collaborazione tra tutte le discipline.

Intervista all’Architetto Anna Carulli, Presidente Nazionale dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (INBAR)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui